Crescita: difficoltà in Paesi emergenti rischio per l’economia

grafico-down-crisiFino a qualche anno fa gli esperti guardavano con grande interesse e ottimismo alle economie dei Paesi emergenti, in particolar modo quelli facenti parte della cosiddetta “Area Brics” e dell’America latina, come via potenziale per porre un freno alla crisi iniziata nell’ormai lontano biennio 2007-2008 e costruire le basi della stabilità economica dei decenni successivi. Oggi non è più così e quello che fino a ieri sembrava una garanzia adesso non lo è più. Ma non basta. Se fosse possibile, infatti, non solo quella via non sembra più cosi solida ma, addirittura, c’è il rischio concreto che il riacutizzarsi della crisi, in qualche modo, possa essere incentivato proprio dal rallentamento delle cosiddette economie emergenti

Nel mirino soprattutto Cina e Brasile: calano export e domanda globale

commercio internazionaleLe difficoltà che stanno attraversando da circa due anni ormai organicamente – soprattutto la Cina e il Brasile che insieme alla Russia, all’India e al Sud Africa, compongono la suddetta area Brics, intorno alla quale a più riprese si è paventata l’ipotesi della fondazione di una nuova banca mondiale – stanno già influenzando i mercati finanziari di tutto il mondo e minacciano di provocare conseguenze dirette sulle borse degli altri Paesi. In Cina, in particolare, import ed export hanno fatto registrare cali importanti, segno evidente della diminuzione della domanda globale, mentre in Brasile la recessione potrebbe essere accompagnata da un preoccupante calo del Pil. E cosi, se nel primo caso sarà l’Unione europea a rimetterci, essendo uno dei principali partner commerciali della Cina, nel secondo caso sarà inevitabilmente l’intera area dell’America latina.

I Moniti di Banca mondiale e Fmi

Cristine LagardeUn primo monito, l’anno scorso, è giunto proprio dalla banca mondiale che ha sottolineato come alla base di questo momento di criticità vi sia un “rallentamento strutturale” accompagnato anche dal fenomeno della riduzione dei prezzi che colpisce soprattutto i Paesi esportatori di materie prime. Un secondo monito è, quindi, giunto dal Fondo monetario internazionale che ha rilevato come i rallentamenti dei Paesi emergenti stiano già contagiando l’economia mondiale nel suo complesso. Ed è stato lo stesso direttore generale dell’Fmi, Christine Lagarde, sul finire del mese di maggio, secondo quanto riportato dal Sole24ore, a rilevare come siano quattro i rischi per l’economia globale: il calo dei prezzi del petrolio, il rallentamento della crescita economica in Cina, una politica monetaria asincrona e, infine, proprio le difficoltà degli emergenti.

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About the Author: Luigi Iacopino