Reggio, la soluzione alle difficoltà quotidiane per Palazzo San Giorgio è lo "scaricabarile" - Ilmetropolitano.it

Reggio, la soluzione alle difficoltà quotidiane per Palazzo San Giorgio è lo “scaricabarile”

Reggio Calabria“Amministrare le nostre città è diventato un compito davvero gravoso. Non solo per le risorse finanziarie decurtate negli anni in modo assai più pesante delle altre articolazioni della Repubblica, ma soprattutto perché alla responsabilità affidataci con l’elezione diretta non segue un’autonomia politica vera, una capacità di azione, la possibilità di avere risorse umane sempre adeguate, la possibilità di dare risposte alle domande dei cittadini in un quadro di regole certe”. L’appello, disperato, quasi una resa dinanzi alle difficoltà quotidiane è di un nutrito gruppo di Sindaci italiani che, nei giorni scorsi attraverso una “lettera aperta” hanno voluto evidenziare “come sia difficile il compito dell’amministratore locale in un momento in cui il proprio ruolo è messo a dura prova. Sono sindaci di varia etichetta politica, tra loro anche il Primo cittadino di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. Il giovane renziano si accoda ai colleghi  Enzo Bianco, Antonio Decaro, Roberto Scanagatti, Bruno Valentini, Paolo Perrone, Daniele Manca, Guido Castelli, Umberto Di Primio e, nero su bianco, denuncia una situazione “insostenibile”. Mancanza di risorse, poca autonomia, altissimo rischio di incorrere in vicende giudiziarie che riguardano Comuni italiani e che diventano oggetto di scontro politico indipendentemente e ben al di là dell’oggetto dell’indagine, con il rischio “di  intaccare o peggio di togliere quella forza che ci spinge ogni giorno che è lo straordinario del nostro impegno politico di essere sindaci, Istituzioni vitale della nostra democrazia”. La lettera dei Sindaci, il loro appello, è indirizzato alle più Alte Cariche dello Stato “al Presidente della Repubblica, al Parlamento, al Governo, alla Magistratura, alle Istituzioni”, chiedono rispetto per il ruolo a tutela della democrazia. Nel caso di Falcomatà si può parlare di un duplice intento, uno proveniente dal subconscio, ed uno dall’inconscio. Di fatto con questo grido disperato, Falcomatà ha reso onore alla verità e alle denunce che su Reggio Calabria, i sindaci di centrodestra (Scopelliti su tutti) avevano più volte ribadito: “lo Stato taglia continuamente fondi e le casse comunali vanno in sofferenza”. Lo diceva sempre e veniva sempre accusato, dal Pd in primis, di negare l’evidenza o di raccontare falsità. Ma il tempo, si sa, è la migliore verità: non ha bisogno di faziosi ragionamenti, emerge con la chiarezza dei fatti che vuoi o non vuoi restano ostinati: e se Falcomatà oggi “assolve” Scopelliti è una notizia. Subconsciamente, però, Falcomatà avrà voluto solamente scaricare le responsabilità verso un soggetto terzo (lo Stato) per difendersi dalla comunità reggina, per nulla soddisfatta della sua sindacatura, ad oggi lacunosa. Senza discernere ha obbedito alla legge del più grande. Ancora peggio è l’esame di maturità per il Sindaco, ampiamente rimandato: tra protestare, urlare e amministrare c’è di mezzo un abisso. Forse Falcomatà se ne reso conto. Per le prime due basta una faccia pulita, qualche segmento compiacevole. Per amministrare serve altro. Altro che, ad oggi, non alberga a Palazzo San Giorgio

EDL

 

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