
A quasi settant’anni dall’entrata in vigore della vigente carta Saremo chiamati ad esprimerci sulla riforma costituzionale voluta fortemente dal premier Renzi e dal ministro Boschi, attraverso il referendum confermativo di ottobre o giù di lì e sarà un appuntamento importante. E’ chiaro che si avverta l’esigenza di modernizzare la carta costituzionale a garanzia dell’interesse della collettività, dei diritti/doveri dei cittadini nei confronti delle istituzioni, di revisionarla adeguandola alla dinamicità di un mondo che sta cambiando velocemente e ben venga il costituzionalmente previsto referendum popolare, grazie al quale la parola passa al popolo sovrano che ha il diritto di effettuare una scelta ragionata andando a sovvertire l’orientamento del SI, declamato da coloro che si pongono interessi sovrapopolari. Una riforma pasticciata, viziata nella forma in quanto il Parlamento chiamato a pronunciarsi sulle modifiche della carta costituzionale, seppur legittimato ad operare nella sua azione ordinaria, manca di legittimità politica, utile ad intraprendere un percorso riformatore della costituzione, essendo composto da parlamentari non eletti dal popolo ma nominati secondo i dettami della legge elettorale denominata PORCELLUM resa illegittima da una sentenza della corte costituzionale. Il governo (l’esecutivo) è entrato a gamba tesa sul potere autonomo del parlamento facendo approvare a colpi di fiducia una riforma costituzionale rispondente a logiche di parte asservite ai poteri forti. Risulta evidente a tutti il tentativo di spostare l’obiettivo della discussione nel merito, al plebiscito Renzi si Renzi no, evidenziando ancor di più l’invasione di campo dell’esecutivo sul tema. Senza entrare nel merito, invece, di tale riforma, aspetto questo che sarà oggetto della relazione del senatore Di Muccio, vorrei sottolineare soltanto la correlazione con la nuova legge elettorale ITALICUM, che pone gravi problemi di rappresentanza attraverso la nomina dei parlamentari secondo il criterio discrezionale di fedeltà ai leader dei partiti trasformati in semplici regimi personalistici. Quindi la SOVRANITA’ viene sottratta al popolo e consegnata ad una minoranza parlamentare che grazie al premio di maggioranza si impadronirà di tutti i poteri. Con questa riforma si privilegia la governabilità alla rappresentatività e si eliminano i contro-poteri esterni alla Camera senza controbilanciarli con poteri interni. Noi siamo per il Presidenzialismo (capo dello stato eletto direttamente dal popolo), per la fine del bicameralismo perfetto a favore di una sola camera, siamo per l’abolizione di tutte le prebende ed i benefici di cui godono i parlamentari, siamo europeisti (EUROPA DEI POPOLI E DELLE PATRIE) nella misura in cui l’UE voglia rilanciare su nuove basi l’integrazione politica ed economica dei paesi, archiviando definitivamente la politica del rigore finanziario fine a se stesso che porta vantaggi a pochi, per cui in linea di principio riteniamo siano condivisibili alcuni argomenti posti da Renzi laddove egli pone l’accento sulla riduzione della spesa della politica, però noi riteniamo, anche alla luce di ciò che sta accadendo a livello europeo dopo Brexit, che il popolo sia stato chiamato ad esprimersi sulla base di motivazioni populiste e demagogiche. Analizzando la storia infatti è inevitabile constatare che in momenti di grande crisi, quando il popolo soffre, esso stesso indebolito diventa preda della degli incanti, diventa vittima della demagogia e del populismo ad opera di chi utilizza questi mezzi per fini propri, ben lontani da quelli collettivi. Questo è quanto accaduto in Inghilterra, questo sta caratterizzando gran parte degli altri paesi europei ed è ciò che sta accadendo in Italia. Nel nostro paese, in particolare la fa da padrone l’assenteismo in sede elettorale. La gente non va a votare, chi al contrario si reca alle urne lo fa per protesta. Questo lo scenario italiano e Renzi cosa fa di fronte a tutto ciò, rinuncia al dibattito parlamentare su un tema così importante, quale quello della riforma costituzionale. Dibattito che deve riguardare maggioranza e opposizione e in maniera ardita, spregiudicata pone questa questione intanto sulla sua persona, ritenendo di avere largo consenso. Per cui dice: “ voi state votando Renzi SI o Renzi NO”. Tutto ciò è intollerabile e riduttivo. Utilizza la stessa demagogia e lo stesso populismo per supportare questa sua posizione, ponendo il problema della politica, del malcostume dei costi della politica, cioè tutte questioni sensibili in questo momento e che hanno determinato, per l’insita contraddittorietà, in grado di generare lo scollamento tra il popolo e le istituzioni. A questo punto, è necessario che il Comitato del NO si adoperi per individuare una strategia di comunicazione per evitare che i cittadini cadano in questo ennesimo tranello, per evitare che diventino vittima degli sciacalli come Renzi che vuole sfruttare questo momento di sofferenza per determinare situazioni da regime, minando la democrazia nelle sue fondamenta. In questo senso, noi riteniamo che questa frattura tra il popolo e l’istituzione sia da attribuire alla legge elettorale, proprio perché il popolo non va più a votare sentendosi estromesso dalla vita politica essendogli stata tolta la sovranità. Questo è l’elemento che determina il ciclone dell’antipolitica. La gente no crede più alla politica, perché ci si è resi conto che le scelte parlamentari sono scelte di potere e che il popolo non c’entra niente, esso è stato esautorato dal principale diritto che è quello di poter scegliere i propri rappresentanti. Su questo riteniamo che si debba intervenire per ridare credibilità alle istituzioni e riavvicinarle alla collettività. Quale Strategia di comunicazione? Chiamando alle armi la cittadinanza è assolutamente necessario spiegare il NO riempendolo di contenuti e di proposte con connotazione qualitativa. Ascoltare le spinte populiste per riempirle di contenuti adeguati al target di riferimento.
1. Bisogna cercare di mantenere alta l’attenzione della gente sugli aspetti tecnici della riforma, alquanto discutibili e severamente contestati dai costituzionalisti. Da questo punto di vista Renzi è debole, solo contro gli addetti ai lavori.
2. Bisogna fronteggiarlo sul populismo e sulla demagogia, facendo comprendere che quello che lui declama non sono i veri obiettivi che lui ha. L’obiettivo è un altro, sfruttare il suo momento di consenso per avere dei vantaggi in termini di potere, che lui vuole in assoluto.
Ciò non è di semplice realizzazione, anche in considerazione del fatto che in Italia questo è il terzo governo che viene imposto dai poteri forti, a danno del popolo che ha subito lo scippo della sovranità. E’ stato esautorato con il governo Monti, Letta e Renzi. Con questa riforma costituzionale, Renzi vuole andare oltre, vuole esautorare completamente il diritto del popolo per acquisire potere sfruttando il consenso attuale. Ovviamente, tutto ciò deve avvenire in tempi celeri, perché più tempo passa più la gente comincia a comprendere l’imbroglio, la truffa renziana, l’utile esercizio dell’incantatore di serpenti. Ecco perché dobbiamo essere presenti e vigili sollecitando il dibattito, perchè è un momento storico decisivo, epocale che determinerà le sorti della democrazia nonché conseguenze della portata del referendum storici sui grandi temi quali l’aborto, il divorzio, ecc. Porre il discorso sul populismo e la demagogia, insegnamento tratto dalla brexit. Cmq la storia ci ha insegnato che è proprio nei momenti di crisi economica che i regimi autoritari trovano terreno fertile per instaurarsi, distruggendo lo stato democratico come fu per la rivoluzione bolscevica. Quindi il popolo diventa debole, preda di questi meccanismi. Noi riteniamo che per staccare la spina dell’antipolitica occorre mettere mano alla legge elettorale, che può essere di qualsiasi tipo, con qualsiasi meccanismo purchè ridia sovranità al popolo. QUESTO è E DEVE ESSERE L’ELEMENTO CARDINE DELLO STATO DEMOCRATICO. Ci siamo interrogati e quindi riteniamo che questo sia il problema, anche le ultime amministrative dimostrano che il partito di maggioranza sia rappresentato dagli astensionisti e che sia in ascesa il voto di protesta. Fattispecie questa che è tipica di momenti storici come quello che stiamo vivendo, laddove il più grande affabulatore della storia italiana è in azione. Egli incarna gli elementi peggiori della politica e quello che si è detto di Berlusconi in merito a ciò, non è paragonabile, a confronto Berlusconi è un educando. Come fare a sganciarci da tutto ciò, senza ripiombare nel dibattito quotidiano che lui propone personalizzando un tema così importante quale questo della riforma. Quale STRATEGIA utilizzare contro tutto questo assolutismo renziano, lui è forte per i poteri che lo sostengono, detiene il potere mediatico, ecc. A nulla può servire sminuirlo perché è forte, lui è l’avversario, è il frutto di prove tecniche di regime determinate con Monti e Letta – DAVILA “LA Più GRANDE ASTUZIA DEL MALE è TRAVESTIRSI DA DIO, DOMESTICO E DISCRETO, FAMILIARE E RASSICURANTE”. Quindi c’è da interrogarsi su come dialogare con il popolo con la gente che non vuole più saperne della politica e che ha abdicato al proprio diritto di voto e che è vittima della demagogia e del populismo. Allora, il più possibile sul ceto medio culturale è necessario mantenere il dibattito sugli aspetti tecnici istituzionali. Se la platea è il ceto medio bisogna informare puntualmente, per fare esplodere le contraddizioni proposte anche in considerazione del fatto che già i costituzionalisti lo hanno violentemente demolito. Quando il target è il nostro popolo la strategia è quella dettata dai principi politici della destra. Ricompattare questa fetta di elettorato non sarà complicato quando si porrà l’accento sul mandare a casa la sinistra, Renzi e la sua corte. Per farlo crollare dinanzi alla grande maggioranza vittima della sua demagogia e del populismo è necessario essere diretti, saper parlare anche alla pancia delle persone e smascherare l’imbroglio, la truffa. Porre l’accento sulla sua ipocrisia Quest’ultimo punto è stato sempre un cavallo di battaglia di coloro che con toni populisti si pongono come alternativa non politica al governo delle autonomie locali. Allora perché non farli scontrare??? Quale potrebbe essere la strategia a questo punto, giocare con questi demagoghi e populisti, da un lato Renzi con i suoi obiettivi autoritaristici e dall’altro coloro che usano il populismo per altri motivi. Noi potremo così smascherare il grande imbroglio di entrambi, l’ipocrisia – DAVILA “L’IPOCRISIA NON è LO STRUMENTO DELL’IPOCRITA, LA SUA PRIGIONE” – Questa potrebbe rappresentare la svolta epocale per il nostro paese che vede minacciato l’assetto della repubblica democratica nella quale viviamo.
ALESSANDRA BORDINI – COORDINATRICE AN REGGIO CALABRIA