Migranti: ora anche il Nord è al collasso

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Italia del Nord 10/08/2016 9:15 – Le principali frontiere con l’Europa sono chiuse, chiusa la frontiera francesa con Ventimiglia, chiusa la frontiera Svizzera a Chiasso, chiusa la frontiera del Brennero. Il risultato di questa chiusura delle frontiere è che ora il nord del nostro paese è letteralmente al collasso. Il flusso migratorio che vedeva i “migranti” passare per il nostro paese per raggiungere il nord Europa si è visto chiudere letteralmente le porte. Ora la totalità dei “migranti” è bloccata nel nostro paese. Il sindaco di milano tende a minimizzare la cosa affermando che tutto è sotto controllo, non siamo in emergenza è solo un reflusso dovuto alla chiusura delle frontiere di Ventimiglia e Como. Il sindaco, fonte Ansa.it, ha ipotizzato l’uso delle tende, precisando che a Milano non è prevista una tendopoli, ma che si potranno aggiungere alcune tende per la prima accoglienza, che si aggiungeranno a quelle già sistemate all’interno dell’ex Centro di via Corelli e della caserma Mancini. Como è allo sbando, nei giardini antistanti alla stazione delle ferrovie dello stato ormai bivaccano più di 500 “migranti” con la speranza di poter passare il confine, cosa impossibile perchè i controlli della polizia elvetica sono precisi e scrupolosi. In una nota l’assessore regionale alla Sicurezza con delega alla Protezione Civile Simona Bordonali precisa che non sarà messa a disposizione alcuna struttura della Protezione civile lombarda dato che “Le attrezzature della colonna mobile regionale servono esclusivamente per attività emergenziali di Protezione civile e non per l’accoglienza dei clandestini; mettere a repentaglio l’efficacia del pronto intervento lombardo sarebbe davvero una scelta controproducente e demenziale, anche perché le tende della Protezione civile regionale vanno usate per le emergenze e questa non è stata dichiarata tale dal Governo”. Come suggerimento dalla Regione Lombardia viene vivamente sconsigliato al Comune di Milano di usare le tende comunali per i migranti “perché, qualora si verificasse un evento calamitoso, non avrebbe poi strutture per sistemare gli sfollati”. Intanto in Trentino Alto Adige, nella piana Rotaliana, come a Pergine, Trento e in tutta la provincia sono apparsi nella notte cartelloni e striscioni “per ribadire che in Trentino non c’è posto per finti profughi”. Così una nota di CasaPound viene spiegato il blitz notturno. Viene spiegato come sia assurdo spendere risorse che potrebbero essere destinate ai trentini, sempre più in difficoltà, quando nel 72% dei casi chi arriva in Trentino non ottiene lo status di profugo ritornando quindi clandestino e libero di girare per le nostre città e paesi, concludendo come sia solo un business che arricchisce associazioni e cooperative – conclude la nota – e i trentini hanno raggiunto il loro limite, non saranno sempre disposti a sacrificare il loro benessere e quello delle loro famiglie per contribuire a queste politiche criminali. Anche in Trentino il pieno di clandestini non è visto per nulla bene dalla popolazione.

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About the Author: Carlo Viscardi