Terremoto in Italia centrale: Analisi dello scuotimento del terreno

ingvRoma, 9 settembre 2016 – Più di 200 stazioni accelerometriche appartenenti alla Rete Accelerometrica Nazionale (RAN) del Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e alla Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno registrato il terremoto di magnitudo 6.0 del 24 Agosto 2016, avvenuto tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. Le registrazioni sono state processate e rese disponibili attraverso la banca dati europea ESM (Engineering Strong Motion database, http://esm.mi.ingv.it), dove possono essere visualizzate e scaricate. Questi dati danno un’idea di quale sia stato lo scuotimento prodotto dal terremoto attraverso la misura dell’accelerazione orizzontale e verticale subita dal terreno. Sono informazioni importanti non solo dal punto di vista sismologico, ma anche per comprendere gli effetti sugli edifici. I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica (ReLUIS) hanno iniziato ad analizzare queste registrazioni e prodotto un rapporto, in lingua inglese, contenente i risultati delle prime elaborazioni. Nel rapporto vengono presentati i valori massimi di accelerazione, velocità e spostamento registrati dalle postazioni accelerometriche.

Nella foto: Distribuzione della massima accelerazione orizzontale prodotta dal terremoto del 24 agosto 2016

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