Cosenza, ricettazione e resistenza a p.u., la Polizia di Stato arresta coniugi

arresto03\11\2016 – Nella giornata di ieri  personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto G.E.N., di anni 55 e R.G. di anni 61, resisi responsabili, in concorso dei reati di ricettazione e resistenza a P.U. In particolare, a seguito di attività investigativa, avviata nel decorso mese di marzo, il personale del Commissariato di P.S. di Paola, diretto dal V.Q.A. d.ssa G. De Marco, mentre transitava  sulla strada statale SS 18, all’altezza di  Amantea, notava   i coniugi R. – ai quali nel 2014 il personale del Commissariato di P.S. di Paola, aveva    provveduto a revocare  la licenza di gioielleria e compro oro, in quanto la titolare  si era resa responsabile del reato di ricettazione –  transitare a bordo della loro autovettura mantenendo un’andatura alquanto sostenuta , tale da attirare l’attenzione del personale operante, che effettuava  un controllo con perquisizione personale , nel corso della quale veniva rinvenuto, addosso al R. un sacchettino contenente ulteriori  tre sacchetti più piccoli con all’interno diversi preziosi in oro  per un peso complessivo di grammi 103,17, mentre la G. veniva trovata in possesso di un borsello contenente la somma contanti di euro 2280,00. I due coniugi all’atto del rinvenimento dei preziosi, reagivano con violenza tentando di sottrarre i sacchetti di plastica  dalle mani degli operatori di polizia.  Attesa la palese e comprovata reiterazione del reato di ricettazione in concorso, a carico dei coniugi R. – G., , si procedeva all’arresto degli stessi per i reati p. e p. dall’art 648 c.p e resistenza a P.U.. Tutto il materiale rinvenuto veniva sottoposto a sequestro penale.    L’attività investigativa  venne avviata nel decorso mese di marzo quando avendo il fondato sospetto che all’interno  dell’esercizio commerciale “G.D.”,  si svolgesse un’attività non autorizzata di vendita di preziosi e oro in genere, nonché di ricettazione di preziosi proventi di furto e si procedeva ad un  accurato controllo presso il  suddetto  esercizio  commerciale. Nel corso di tale controllo, all’interno  di una cassaforte  della quale venivano trovati oltre 600 oggetti in oro e preziosi, per un valore di circa 150.000 euro . Di tali preziosi, la .GE., non aveva alcun documento fiscale  o elementi univoci tali da dimostrarne il legittimo  possesso. Al contrario si aveva modo di ritenere che gli stessi fossero provento di numerosi furti registrati in questa Provincia negli ultimi tempi, infatti parte dei preziosi rinvenuti  risultarono provento di furto. Nella stessa circostanza la G., sottoposta a perquisizione personale unitamente al coniuge R., riusciva a consegnare un sacchettino contenente preziosi alla figlia R.S. . Quest’ultima, tentava di liberarsene  allontanandosi dal proprio esercizio commerciale e riponendolo nel bancone dell’esercizio commerciale attiguo, il cui proprietario risulterà successivamente coinvolto. Nella  suddetta circostanza La G.E. e la figlia R.S. venivano denunciate a piede libero per il reato di ricettazione. Inoltre, la G.E., veniva anche  denunciata per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale. Di quanto occorso veniva informato il Sost. Proc. della Repubblica di Paola  d.ssa Anna Chiara  Fasano che disponeva il regime degli arresti domiciliari a carico degli  stessi.

fonte  —     http://questure.poliziadistato.it/Cosenza

 

 

 

03/11/2016

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