Per l’Economist a votare NO “non si commette peccato”

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Londra 25/11/2016 08:55 – Una voce fuori dal coro arriva da Londra. L’economist, magazine londiense, questa volta spezza una lancia a favore del NO al referendum costituzionale italiano, o meglio sfata, giustificando ed argomentando, tutte le ipotesi di crolli, sfasci e catastrofi di biblica memoria che altri economisti politici e giornali finanziari continuano a lanciare in bocca alla gente. Come riportato da RaiNews.it, in un editoriale apparso ieri sulla testata dell’Economist si legge che se vincesse il “NO” al referendum e Renzi si dimettesse, non sarebbe la catastrofe che tutti stanno prevedendo. Il governo, secondo il giornale, verrebbe sostituito da un’altro esecutivo, magari tecnico, e poi ironicamente ed analiticamente viene fatto notare come la modifica alla Costituzione promossa da Renzi non affronta il problema principale, cioè la riluttanza dell’Italia a fare le riforme. Inoltre Renzi ha fatto approvare una legge elettorale per la Camera che dà immenso potere a qualunque partito ottenga la maggioranza nella Camera bassa. Adesso, dopo che Renzi “ha già buttato via quasi due anni ad armeggiare sulla riforma della Costituzione”, prima l’Italia torna alle vere riforme, meglio sarà per l’Europa. Una chiara limpida e semplice analisi dell’uomo di strada, ma veritiera e coerente con la realtà. L’Economist respinge e sfata anche le tesi di investitori e molti governi europei che temono che la vittoria del No possa comportare il terzo domino, in un rovesciato ordine mondiale, dopo la Brexit e l’elezione di Donald Trump. A concludere l’articolo dell’Economist una semplice “battuta” che fa riflettere molto : se “un referendum perso veramente dovesse causare il collasso dell’euro, sarebbe un segno che la moneta era così fragile che la sua distruzione sarebbe stata solo una questione di tempo”.

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About the Author: Carlo Viscardi