Azione Nazionale, Reggio Calabria: il “deserto” Tito Minniti

Il processo di desertificazione di Reggio intrapreso da soli due anni dalla giunta Falcomatá è arrivato a buon punto e registra un’altra significativa tappa: per lunedì prossimo in Prefettura è stato convocato un tavolo tecnico che nella tarda serata del 7 dicembre ha scongiurato la protesta dei lavoratori Sogas che stava per paralizzare l’attività dell’Aeroporto dello Stretto. L’agonia dell’aeroporto, fondamentale ed imprescindibile infrastruttura di una comunità ormai in preda alla paralisi amministrativa, fotografa fedelmente la gravissima superficialità con la quale la cosiddetta classe dirigente espressa dalla filiera rossa del PD assiste passivamente alla distruzione della città metropolitana di Reggio Calabria. Nonostante sia stato autorizzato l’esercizio provvisorio dal Tribunale di Reggio Calabria che ha dichiarato il fallimento della Sogas, sembra che i lavoratori dell’aeroporto non abbiano ancora ricevuto i pagamenti cui hanno diritto, benché la Provincia, quale socio di maggioranza, abbia versato all’incirca 700.000 euro per consentire l’apertura dello scalo, attività, quest’ultima, che comunque non cancella le pesanti responsabilità dell’ente intermedio. Nè, poi, risulta che un solo ente, tra i soci della Sogas, si sia responsabilmente posto il problema di tutelare le sorti future dei lavoratori, all’incirca un centinaio. È ora di gridare a gran voce che lo scempio di Reggio Calabria abbia fine! È sconcertante che si assista inermi alla spoliazione della città ed alla perdita di posti di lavoro, sol perché “a Roma qualcuno ha promesso”! Sia dunque il Prefetto, visto lo stato comatoso delle altre Istituzioni, a prendere in mano la situazione, stimolando tutte quelle azioni sin qui mai messe in campo dal Sindaco e dal Presidente della Regione a difesa di una irrinunciabile infrastruttura della città più grande e antica della Calabria, per di più metropolitana.

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