Annus Horribilis per gli sbarchi dei migranti, + 19,98% rispetto al 2015

Italia 03/01/2017 20:40 – Il 2016 possiamo dichiararlo come “Annus Horribilis” per il numero di sbarchi e di “migranti” ammarati nel nostro territorio. Dati alla mano, rilasciati dal Viminale evidenziano come nel 2016, o meglio fino al 30/11 del 2016, i dati si riferiscono a quella data, rapportati ai due anni precedenti abbiamo un significativo incremento dei “migranti” censiti sbarcati sulle nostre coste. Se nel 2014 avevamo 163368 persone sbarcate e censite, nel 2015 144205 (quindi un decremento), ma nel 2016 abbiamo avuto un forte incremento portando a 173017 “migranti” sbarcati e censiti e cioè +5,58% rispetto il 2014 e + 19,98% rispetto al 2015. Perché si continua a sottolineare la parola censiti? Semplicemente perché, oltre che agli sbarchi “regolamentati” prima con Frontex poi con Mare Nostrum ed altre missioni, vi sono numerosi sbarchi completamente clandestini che sfuggono ai radar della guardia costiera, e di conseguenza abbiamo un’ulteriore incremento dei “migranti”. Dati del Viminale alla mano, scopriamo che la regione in cui sono ospitati la maggior partedegli sbarcati è la Lombardia con un 13% sul totale seguita dal Lazio con un 9% e al terzo posto parimerito con un 8% abbiamo Veneto, Piemonte Campania e Sicilia. La Calabria, che sarebbe la regione cui viene sempre da pensare quando si parla di sbarchi, ne ospita solo il 4% tanti quanto la Liguria. Fanalino di coda la Valle D’Aosta con lo 0,2%. Una cosa da notare come la Lombardia ed il Veneto, regioni governate da giunte leghiste, e quindi politicamente contro le varie campagne governative di accoglienza a dir loro “sconsiderata ed indiscriminata” occupino il 1° ed il 3° posto della classifica di accoglienza/smistamento del territorio nazionale. Leggendo fra i vari dati possiamo vedere come al momento degli sbarchi le nazionalità di provenienza dichiarate al 1° posto sono Nigeria seguite da Eritrea, Guinea, Costa d’Avorio, Gambia, Senegal, Mali, Sudan, Bangladesh, Somalia ed una buona percentuale di “altre”, cioè identità tutte da definire, circa 39.681 su 173.017 censiti al 30/11/2016. Molte sono le domande che nascono da dati del genere, la prima è quanto tempo ancora il nostro sistema riuscirà a sostenere la situazione senza andare in crash? Quanto la politica dell’incondizionata accoglienza potrà risultare “positiva” per il nostro paese? Certamente molte sono le vite salvate, ma come era per i nostri nonni o padri che migravano all’estero, molti sarebbero da rimpatriare perché privi del presupposto di rifugiati politici o simili. Ma queste sono considerazioni che dovranno essere prese dall’esecutivo in collaborazione delle varie regioni/comuni disposte ad accogliere. 

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About the Author: Carlo Viscardi