Roma 18:20 – Brutte notizie per i consumatori tutti da parte dell’ISTAT l’istituto di statistica che snocciola numeri sull’andamento positivo o meno del nostro paese in tutti i suoi aspetti. Secondo quanto analizzato dall’Istituto di Statistica e riportato da RaiNews, i prezzi viaggiano a una velocità doppia rispetto agli stipendi, con tutto ciò che ne consegue in termini di perdita del potere d’acquisto. dati dell’istat alla mano, a gennaio l’inflazione si è attestata all’1,0% mentre le retribuzioni contrattuali orarie sono salite dello 0,5% (su base annua). Quanto ai mesi che verranno, per febbraio le stime sui prezzi sono già uscite e indicano un +1,5%. un dato che fa pensare a un allargamento del divario. La forbice che fino a qualche mese fa sembrava essere chiusa ora si sta aprendo pare sempre di più a svantaggio degli stipendi. Di certo, sulla dinamica delle retribuzioni pesa lo stop della contrattazione nel pubblico impiego, con circa 3 milioni di dipendenti interessati. Lo sblocco per gli statali sembra ormai solo questione di mesi, le trattative dovrebbero aprirsi in primavera ma per vedere gli effetti in busta paga ci vorrà ancora. Nel frattempo cosa ne sarà del potere d’acquisto? ormai ci si era abituati a un percorso in crescita (+2,3% tra gennaio e settembre del 2016 in termini tendenziali) ma gli ultimi mesi non deputano più a favore della capacità di spesa. Se i prezzi salgono più delle retribuzioni il reddito reale non potrà che scendere. L’inflazione o meglio una moderata inflazione dovrebbe far gioire gli economisti e le industri, ma se fosse un’inflazione diciamo “sana” e cioè dovuta ad un aumento degli scambi interni e quindi ad un vero risveglio dell’economia e degli scambi. Ma l’aumento di questi mesi non è dovuto a ciò, è un’inflazione d’importazione, cioè dovuta sopratutto al rincaro delle materie prime, vedi petrolio e quindi energia ed all’agricoltura, nel senso che le ultime gelate hanno fatto impennare i prezzi delle verdure. Quindi, se l’Istat si preoccupa della forbice che sembra aprirsi fra retribuzioni e costo della vita, bisognerebbe preoccuparsi anche della qualità della forbice e non solo della quantità.
