Reggio Calabria, Settimana della Cultura

Immersa nel tiepido e meditato caos della creatività, assalita da un pressante bisogno di futuro artistico, arde in luce l’urgente settimana della cultura, diretta dalla lungimiranza del Direttore Prof.ssa Maria Daniela Maisano e rigorosamente coordinata dalla Prof.ssa Paolina Giansiracusa. Per sette giorni, la didattica volta pagina, una serie di laboratori apre alla conoscenza. Multimediali e antropologi egnali alfabetici, avvertiti da Vito Maiullari, cantano, con gli utenti di La materia, dentro “installazione multimediale”, i misteri sonori del magma pietrificato. La decostruzione filologia guidata da Massimo Monorchio scava nella pancia delle anime fossilizzate per sollecitare l’incompiuta Torre dei linguaggi: Babele. Universali geometrie architettoniche progettano con metodologia l’ideale poliedrico. Nel Workshop Tetraedro, l’arte di diffondere l’arte, Giuseppe Monzo, ormeggia quattro platoniche facce nel porto dell’arte per diffondere con la collaborazione di Saverio Manuardi, Francesco Mento e Massimo Monorchio il fotografato vento dei movimentati contenuti artistici. La storia è costruita su ciò che rimane. Tocca realizzare nuove Tracce, gioiello scultura polimaterico, occorre elaborare future memorie per accedere nell’eterno presente. Il laboratorio, a cura di Filippo Malice con l’appoggio di Andrea Leuzzo, Angela Ciancia e Remo Malice, guida i partecipanti a ideare delicate articolazioni materiche trasportabili nel sublime mondo dell’estetica svelato da Giovanna Plataroti. Come nasce la settima arte guidato da Piero Sacchetti, addiziona, oltre le urla nel film Psycho di Hitchcock, l’indagine delle scritture. Con Francesco Costa, il testo trascina l’immagine estrapolata dalla letteratura. Il gesto della parola diventa corpo. Ghislain Mayaud esplora le tentazioni poetiche formulate in spazi cartacei. Accompagnata da Giancarlo Muselli, la proiezione del film Il giovane favoloso centra l’equazione lungometraggio– scrittura tramite l’attività di Leopardi. Segue Mimmo Calopresti con il film Uno per tutti e l’attività del montaggio cinematografico svelata da Marco Spoletini. Curata da Graziella Battaglia, una rara raccolta di Cinema d’artista approda in Accademia. Sono documenti che disertano le epidermiche zone comunicative immerse nella passività per dimostrare che l’arte è un’avventura inestimabile.

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