L’arresto a Crotone fa comprendere che la minaccia jihadista non è circoscritta alle capitali europee

“La notizia dell’arresto, a Crotone, di un richiedente asilo ventinovenne per terrorismo fa comprendere che la minaccia jihadista non è circoscritta alle capitali europee ma è diventata una costante nelle nostre vite. Siamo fieri del lavoro svolto dalla Dda di Catanzaro ma da queste indagini emerge un vero e proprio campanello d’allarme. Nelle cittadine calabresi, nei nostri piccoli borghi, è sicuramente raro trovare quartieri a maggioranza musulmana come Molenbeek a Bruxelles o Barbes a Parigi.  Mentre la minaccia risulta evidente nei centri d’accoglienza e nelle carceri: è qui che i controlli devono essere serrati e le regole severe perché la nostra regione funge da ponte di collegamento con l’Europa per potenziali jihadisti provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente. Il decreto Minniti sul contrasto all’immigrazione clandestina potrebbe essere un punto di partenza ma non è abbastanza: al controllo delle moschee deve seguire quello degli imam, dei finanziamenti e delle persone che frequentano i luoghi di culto perché è chiaro a tutti che, quella islamica, non è una religione che gode di un’interpretazione universale e proprio questo potrebbe essere considerato l’origine di ogni male.  Non bisogna infatti sottovalutare la variabile religiosa che, con poche risorse, riesce a coinvolgere le masse e le loro menti, le vicende storiche, sia passate che odierne, devono in questo senso fungere da insegnamento. Proprio questo è riuscito a fare lo stato islamico con i suoi adepti ed emulatori che, accecati dall’odio nei confronti dei valori occidentali, coloro i quali loro considerano “infedeli”, hanno deciso di prendere parte al franchising del terrore sponsorizzato da Raqqa. Questo odio da noi occidentali è stato inizialmente percepito come paura, poi come minaccia e ora si tenta di combattere utilizzando la legge del taglione: ne è esempio l’uomo che a Londra, a bordo del suo furgoncino, si è scagliato a tutta velocità contro una moschea provocando diverse vittime. Quello che sta accadendo si configura come un vero e proprio scontro di civiltà che potrebbe essere arginato se occidente e islam moderato decideranno un giorno di collaborare: un interrogativo che lascia perplessi visto che troppe volte l’islam moderato si è schierato dalla parte dello stato islamico e della jihad pur di difendere i “paesi fratelli”. Nel suo piccolo la Calabria potrebbe fare molto se solo le istituzioni capissero l’importanza geografica e strategica della nostra regione che si configura essere fondamentale nella lotta contro l’immigrazione clandestina e la minaccia alla sicurezza nazionale che oggi si identifica nella sigla “ISIS””.
Deborah Molinaro, Dipartimento Politica Estera e Sicurezza Forza Italia Giovani Cosenza

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