Sanità: sempre più italiani rinunciano alle cure per motivi economici

Roma 12:45 – Disastroso, preoccupante e direi penoso rapporto Rbm-Censis sulla sanità italiana. Come riporta una velina di TgCom24 ben 12,2 milioni di italiani nell’ultimo anno hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche: 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente. Nello stesso rapporto viene spiegato come nello stesso periodo la spesa sanitaria privata sia in aumento e nel 2016 ha toccato il tetto di 37,3 miliardi di euro quasi per la maggior parte a carico diretto delle famiglie e non di polizze assicurative e via dicendo. In rapporto con gli altri paesi europei, sopratutto Francia e Germania il nostro impatto sul PIL della previdenza sanitaria nazionale è nettamente inferiore. Infatti se nel nostro paese la percentuale del Pil riservata alla sanità pubblica è del 6,8% del Pil, in Francia all’8,6%, in Germania al 9%. Inoltre il recupero di sostenibilità dei servizi sanitari regionali non è stato indolore e ha impattato sulla copertura per i cittadini. Nello studio sopracitato si vede, a malincuore, come l’accesso ai vari servizi delle strutture pubbliche sia sempre più lungo di volta in volta.  I dati del Rapporto RBM-Censis indicano che per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l’attesa arriva in media a 142 giorni. Per una colonscopia l’attesa media è di 93 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Centro di giorni ce ne vogliono mediamente 109. Per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), ma al Sud sono necessari 111 giorni. Per una visita cardiologica l’attesa media è di 67 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma l’attesa sale a 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica si attendono in media 47 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), ma ne servono 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (18 giorni in più rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud. Dati agghiaccianti e preoccupanti e che confermano, di conseguenza, il perché dell’aumento dell’utilizzo di strutture private ed il rimandare di alcuni approfondimenti diagnostici. Quindi tutti i tagli alla sanità, o come li vuole chiamare il governo, “razionalizzazioni” fino ad ora non hanno fatto altro che complicare la vita dei cittadini ed a far desistere, chi se lo può permettere, dall’uso della sanità pubblica a favore di quella privata.

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About the Author: Carlo Viscardi