PD, Renzi butta all’aria la direzione: Martina si dimetterà?

ROMA – A cosa serve ora riunire la direzione del Pd? Dopo la bocciatura di Matteo Renzi ad ogni possibile intesa con il M5S, non sono pochi a farsi la domanda. Da parte loro i ‘renziani’ si aspettano che Martina in quella sede rassegni le dimissioni, anche se il segretario reggente oggi ha solo detto che “in queste condizioni è impossibile governare il partito”.

I leader delle altre aree Dem, Franceschini in testa, sono furibondi con Renzi, lo accusano “di aver mancato di rispetto alla direzione, già convocata, che ora rischia di trasformarsi in una nuova resa dei conti“. Non solo, Renzi “ha bucato le ruote al segretario reggente Martina, ed ha parlato come fosse ancora lui il segretario del Pd”. Ma gli attacchi non finiscono qui: “Ancora una volta il senatore di Scandicci, ieri da Fazio, ha detto che la colpa dello stallo di oggi è degli italiani che non hanno approvato il suo referendum, dimostrando ancora una volta di non essere lucido“. In casa ‘renziana’ si sottolinea che “nessuno poteva aspettarsi che Renzi rimanesse in silenzio. Adesso ha parlato e bisognerà misurarsi con quello che ha detto”. Insomma, mentre nei giorni scorsi in molti speravano che alla fine si riuscisse a mantenere una sorta di unità di intenti, l’uscita di Matteo Renzi ha ribaltato il tavolo. Sarà difficile rimettere insieme i pezzi e le truppe già si preparano alla conta in direzione: perché all’ordine del giorno adesso c’è Renzi, che vuol far vedere a tutti che il leader è sempre lui.

Per fare cosa? Fatto saltare il ‘forno grillino’ la palla ripasserà in mano al centrodestra sempre più a guida Matteo Salvini, leader della Lega. Anche nel caso di un governo di minoranza, con alcuni punti ben precisi, in casa Pd nessuno pensa sia possibile un appoggio esterno, e neppure l’astensione. Più facile far proseguire il governo Gentiloni e intanto far modificare la legge elettorale dal Parlamento in tempi brevi, per votare già il prossimo ottobre. Ma il Capo dello Stato sarà d’accordo? In molti dicono di no, ma sono pure tanti quelli che ormai parlano di elezioni anticipate. (immagini di repertorio)

 

fonte  — «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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