Ustica: il peccato originale!

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L’aereo DC9 Itavia Bololgna-Palermo precipitò con 81 persone a bordo, nessuno sopravvisse. La tragedia accadde alle ore 22:00 di Venerdì 27 Giungo 1980, precisamente a 115 km da Ustica. Le ragioni dell’accaduto rimangono incerte fino alla testimonianza dell’ex Presidente della Repubblica Cossiga, che dopo 33 anni di silenzio, avrebbe rivelato di essere stato informato dai servizi segreti italiani che il DC9 era stato abbattuto per errore da un missile destinato a colpire un aereo libico sul quale si pensava viaggiasse il presidente Gheddafi. Quest’ultimo avvertito in anticipo dell’attacco cambiò programma lasciando il pilota sull’aereo, il quale per evitare l’attacco si nascose sotto il DC9, facendolo diventare un mortale bersaglio. Fonti possono confermare che l’aereo non cadde su Ustica, ma a 115 km di distanza, in pieno mar Tirreno. Quella sera, nel teatro del villaggio turistico di punta spalmatore a Ustica, il dottor L.M., direttore dell’Ente provinciale del turismo di Palermo venne avvertito della tragedia, riferì l’accaduto agli spettatori; lo spettacolo fu sospeso. Intanto la nave Bannock riceveva via radio, le istruzioni sulla rotta. Dopo oltre tre ore di navigazione, quando sembrava che la nave fosse ormai vicina al presunto luogo di caduta dell’aereo, arrivò, un comando: volgere la prua a Ovest, verso la Sardegna e ciò fece sorgere molti dubbi al professor Colantoni, dirigente di ricerca CNR, esperto in geologia marina, di recente scomparso. Colantoni rimase affianco al comandante della nave per tutta la spedizione. Alle prime luci del giorno seguente la Bannock fu dirottata di nuovo, stavolta verso Nord-Est, in cui erano stati segnalati alcuni rottami dell’aereo. La ricerca ebbe esito positivo. Dopo il recupero di frammenti, arrivò un’altra indicazione di rotta: tornare al punto da cui erano stati allontanati la notte precedente, ma questa volta si presentò ai loro occhi lo spettacolo straziante dei cadaveri che galleggiavano in mezzo ai rottami dell’aereo. Ormai nella zona erano confluiti numerosi mezzi di soccorso. Così il mistero della madre di tutte le menzogne dopo oltre trent’anni venne finalmente scovato. Sarà la verità?

Giorgia Cuzzola

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