(DIRE) 16 Lug. – “Altre pessime notizie sono arrivate per l’economia italiana. Oggi, infatti, il Fondo Monetario Internazionale, nell’update del suo World Economic Outlook, ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l’economia italiana. Il tasso di crescita del Pil e’ stato rivisto al ribasso a +1,2% (dal precedente +1,5% dello scorso aprile) per il 2018, e al +1,0% (dal precedente +1,1%) per il 2019. In totale, ben 4 decimali di punto in meno per i prossimi due anni. La revisione al ribasso e’ persino piu’ pesante di quella effettuata nei giorni scorsi dalla Commissione Europea e dalla Banca d’Italia, che avevano previsto un +1,3% per il 2018, e non potra’ non essere tenuta in considerazione dal Tesoro quando, tra poche settimane, dovra’ scrivere il quadro macroeconomico per la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanze. Le motivazioni della revisione al ribasso delle stime puntano esplicitamente l’indice contro l’atteggiamento tenuto dai responsabili del governo Lega e Movimento Cinque Stelle. Tra le cause della frenata, infatti, scrive il documento del FMI, ci sono ‘l’allargamento dello spread sul debito sovrano e le condizioni finanziarie piu’ strette sulla scia delle recenti incertezze politiche che impatteranno sulla domanda interna’. La crisi politica dovuta ai continui litigi interni al Governo Conte, quindi, oltre ad aver gia’ fatto aumentare strutturalmente lo spread di 100 punti base, causera’ anche un forte calo dell’economia reale nei prossimi mesi. Gli economisti di Washington ricordano, inoltre, che a ‘fine maggio lo spread’ tra Btp e Bund ‘ha toccato il massimo dal 2012 a seguito delle difficolta’ nella formazione del governo. Da allora e’ sceso ma resta comunque intorno ai 240 punti base (a inizio giugno) per le preoccupazioni sulle politiche future’. Nell’economia italiana permangono, inoltre, ‘rischi significativi’ sul futuro, nonche’ il rallentamento ‘nella realizzazione delle riforme’ e la vendita dei bond italiani che ‘ha ancora una volta messo sotto i riflettori le profonde sfide strutturali e la scarsa disponibilita’ di spazi fiscali a livello nazionale’. La revisione al ribasso della crescita avra’, come prima conseguenza immediata, quella del peggioramento dei rapporti di finanza pubblica, deficit/PIL e debito/PIL, obbligando il Tesoro ad intervenire, entro la fine dell’anno, tramite una nuova correzione dei conti pubblici, al fine di evitare una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento concordato con l’Unione Europea. L’avvento al Governo di Lega e Cinque Stelle, quindi, e’ gia’ costato all’Italia oltre 6 miliardi di euro in due anni. Dopo i mercati finanziari, ora sono anche le istituzioni internazionali a credere che questo governo portera’ l’Italia nel baratro. I primi danni, come hanno spiegato oggi gli economisti del Fondo Monetario, si cominciano gia’ a vedere chiaramente. Dati i pessimi segnali arrivati negli ultimi giorni dai principali istituti previsionali internazionali, invitiamo ancora di piu’ il ministro dell’Economia Giovanni Tria a mantenere la barra a dritta sulla finanza pubblica e a non cedere alle richieste di allargare i cordoni della borsa provenienti dal Movimento Cinque Stelle, sfruttando il prestigio che egli, a differenza del vice-premier Luigi Di Maio, gode nei confronti dei mercati finanziari”. Lo dice Renato Brunetta (Fi). (Vid/ Dire) 18:16 16-07-18
Pil. Brunetta: Da Fmi pessime notizie per economia italiana
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