Liguria, Dia: Si conferma fertile per la ‘Ndrangheta

(DIRE – Notiziario settimanale Regioni) Genova, 28 Lug. – Altri settori di interesse sono storicamente quello dell’edilizia, degli appalti più in generale, delle scommesse e del gioco online. L’attività di indagine dell’antimafia si sta concentrando in particolare sull’osservazione di alcune realtà economiche alla ricerca di intestazioni fittizie di beni. Non solo in Liguria, ma anche nel province di Alessandria, Asti e Cuneo dal momento che l’esistenza di una “camera di controllo” operante in continuità nel Basso Piemonte è ormai accertata. Si conferma una tendenza dell’organizzazione mafiosa a mantenere nel nord Italia un profilo basso, “ideale per interagire con imprenditoria e politica e necessaria per sfruttare opportunità economiche e di riciclaggio di denaro – spiega Sandulli – almeno al nord la mafia non ha interesse a creare allarme sociale che desterebbe l’attenzione degli organi investigativi e giudiziari”. Anche per questo, sostiene il colonnello, “i processi giudiziari fanno fatica ad affermare una presenza stabile delle associazioni mafiose in Liguria e assistiamo a pronunce altalenanti. Ad esempio, nel rito abbreviato del processo ‘I conti di Lavagnà, un condannato in primo grado per associazione mafiosa si è visto assolvere da questo capo di imputazione in appello. Oppure la richiesta della Cassazione di rivalutare alcuni elementi delle decisioni del gup e della Corte d’Appello nel processo Maglio 3”. In questa direzione, riflette Sandulli, “potrebbe aiutare una riforma dell’articolo 416-bis del codice penale per dare maggiore risalto alla capacita’ di intimidazione dei soggetti mafiosi e la conseguente omertà. Si sta radicando il concetto di una mafia silente, niente coppola e fucile per intimidazioni sistematiche ma una presenza distinta in grado di intimidire per il solo fatto di essere affiliati a qualche ‘ndrina”. (Red/ Dire) 08:09 28-07-18

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