L’improbabile Paladino …

I reggini ricorderanno bene che all’inizio del suo mandato elettorale il Sindaco Falcomatà e la sua Giunta dell’epoca procedettero ad un definanziamento che sancì la sconfitta della speranza di sviluppo per questa città. Il Decreto Reggio rimodulato – e decurtato di parecchi milioni dal Governo “amico” Renzi – per fare fronte alle emergenze, alla situazione già allora catastrofica in cui si trovavano le strade cittadine, dopo due anni di inerzia assoluta di manutenzione durante il festeggiato commissariamento del Comune.

E così il Waterfront, quello che avrebbe potuto costituire l’opera volano di crescita per il territorio metropolitano è stato accantonato per consentire questi interventi di rifacimento delle strade che tuttavia ad oggi e dopo ben 4 anni dall’inizio della sindacatura Falcomatà si ritrovano in condizioni ancor più gravi e di vera e propria pericolosità per l’incolumità pubblica. A gran voce e in molteplici occasioni questo Movimento ha urlato tutta la propria indignazione e preoccupazione per questa operazione drammatica dal punto di vista amministrativo, rinunciataria e minimalista in pieno stile PD, ma ciò che sgomenta definitivamente è constatare che quella rinuncia motivata a salvaguardia dell’emergenza strade non ha poi fatto scaturire alcun risultato concreto: si definanzia un’opera strategica per affrontare una emergenza che poi invece viene addirittura lasciata aggravarsi. Il dubbio che si stia aspettando giorni più opportuni, da campagna elettorale, verrebbe anche ad un bambino, se non fosse che a giocarsi un ruolo determinante in competizione con questo pensiero sia plausibile il dovere necessariamente fare i conti con una incapacità gestionale e programmatica senza precedenti in Palazzo San Giorgio.

Chi conosce la natura di un finanziamento come quello del Decreto Reggio ben sa che le opere che possono trovarvi vita attraverso questo strumento devono necessariamente avere il carattere della strutturalità, derivanti da programmazione e progettazione e non di semplice manutenzione o gestione ordinaria. Campo in cui l’Amministrazione Falcomatà ha espresso il peggio di sè, come dimostrano i finanziamenti andati perduti in varie occasioni, tra le quali l’importantissimo contributo per la riqualificazione del porto per la cui erogazione era stato richiesto un semplice atto di progettualità. Infatti, vorremmo essere smentiti, ma per le 4 strade bitumate a fronte di una città voragine non si stiano certo utilizzando i fondi del Decreto Reggio, risparmiati con quella epocale rinuncia.

In questi giorni assistiamo alla pantomima davvero improbabile con la quale il Sindaco si è disegnato addosso un costume di paladino della città che avrà forse trovato in un angolo del suo guardaroba dopo anni in cui ha consentito il perpretarsi di scippi e umiliazioni sulla pelle del territorio per meri motivi di accondiscenza col governo Renzi, amico dei suoi colori ma non certo di quelli amaranto. L’alzata di scudi sul Milleproroghe – Bando Periferie lascia un sapore di scetticismo sostanziale anche per le perplessità che necessariamente scaturiscono da una Giunta che, lungi dal programmare in visione strategica di sviluppo ha men che vivacchiato tra una inaugurazione ed un selfie tra i progetti ed i lavori di opere delle nemiche precedenti amministrazioni. Lotti per il nostro aeroporto il Sindaco ereditario o si spogli di quelle vesti fuori taglia di paladino. Si opponga ai TIR nel nostro porto. Faccia battaglie serie politiche e non le solite inutili note stampa di auspicio della soluzione dei problemi, perchè se è vero che Reggio da quattro anni non sa di avere un Sindaco, almeno lui ogni tanto potrebbe ricordarsi di esserlo.

Il Coordinatore Provinciale MNS

Ernesto Siclari

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