Manovra. M5S: 500 mln in più per lo stato da revisione canoni petrolio

(DIRE) 20 Nov. “Quasi mezzo miliardo di euro in piu’ per lo Stato e altrettanti in meno per le casse delle multinazionali del petrolio. Per anni abbiamo assistito a trattamenti di favore e canoni da miseria aggravati dalla beffa della martorizzazione del territorio, l’aumento dei canoni e’ una misura non piu’ rinviabile di giustizia sociale”. Cosi’ in una nota la deputata del M5S e segretario di presidenza Mirella Liuzzi a margine di un emendamento a sua firma in legge di bilancio che – se approvato – porterebbe a circa 441.297.829,80 euro l’entrata per lo Stato per attivita’ di ricerca, sondaggi, perforazioni, estrazioni e coltivazione di idrocarburi operata dai petrolieri. Un incremento rispetto alla quota attuale secondo l’ultimo dato disponibile da gettito fiscale 2017 e’ di appena 1.426.554. “L’emendamento entrerebbe in vigore gia’ dal 1 gennaio 2019 e adegua i canoni agli standard degli altri paesi europei. Vale anche per la Sicilia che vedrebbe il gettito da attivita’ di coltivazione del petrolio passare da 33.217 euro del 2017, ai 13.503.000 del 2019. Con questo emendamento, il permesso di prospezione sismica passerebbe da 3,69 a 2000€ per km², quello di ricerca da 7,38 a 3000, quello di ricerca in prima proroga da 14,76 a 5000, quello di ricerca in seconda proroga da 29,52 a 10 mila, il permesso di prima coltivazione da 59,04 a 20 mila, mentre il permesso di coltivazione in proroga passerebbe da 88,56 a 25 mila euro per km²”, continua la deputata pentastellata. “Oltre al valore puramente finanziario, questa misura e’ emblema dell’atteggiamento che il M5s vuole avere contro ogni forma di privilegio. Del resto non si puo’ che parlare di privilegio se pensiamo al giro di affari che ruota attorno agli idrocarburi e al petrolio, alla loro raffinazione e soprattutto ai danni ambientali perpetrati nei territori in cui avvengono le estrazioni”, conclude Liuzzi. (Com/Lum/ Dire) 17:17 20-11-18

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