Sanità. Betlemme, Campus Biomedico Roma inaugura centro senologia

Progetto in Palestina con l’Ong Elis e la cooperazione italiana. (DIRE) 10 Dic. – “Da oggi anche in Palestina e’ possibile effettuare tutti gli esami diagnostici, dalla ecografia alla mammografia, alla biopsia, per lo screening del tumore al seno e ottenere i risultati entro una settimana e in caso di diagnosi di neoplasia intervenire subito”. Le parole di Nafez Sarhan, direttore della prima Breast Unit palestinese presentata ieri a Beit Jala, a Betlemme, sintetizzano bene il passo in avanti fatto dalla sanita’ palestinese, che si allinea ai piu’ alti standard europei grazie a un progetto di cooperazione internazionale. Le donne palestinesi che sospettano un tumore alla mammella o vogliano prevenirlo, si legge in una nota, non dovranno piu’ aspettare mesi e recarsi all’estero per curarsi (per lo piu’ in Giordania e Israele o addirittura in Europa, con trasferte che potevano durare anche mesi e avere notevoli costi): ora possono farlo presso il primo e unico centro senologico multidisciplinare del proprio Paese nell’ospedale di Beit Jala grazie alla collaborazione tra l’Ufficio di Gerusalemme dell’Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo (Aics), Elis ong che ha elaborato il progetto e Universita’ Campus Bio-Medico di Roma che ha fornito i suoi medici e l’esperienza della Breast Unit attiva presso il suo policlinico universitario. Insieme al ministero della Sanita’ del governo palestinese hanno disegnato gli ambienti, organizzato le attivita’ secondo i protocolli piu’ attuali e formato i professionisti locali con training in loco e a Roma presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, portando la senologia palestinese al livello delle Breast Unit europee, previste dall’Unione Europea sin dal 2003. “Abbiamo aderito molto volentieri a questo progetto – ha dichiarato Davide Lottieri, vicepresidente dell’Universita’ Campus Bio-Medico di Roma – perche’ si inserisce perfettamente nelle linee strategiche dell’Universita’. Da tanti anni stiamo costruendo legami con altri Paesi e con strutture universitarie in tutto il mondo per arricchire i nostri studenti e cooperare insieme agli altri. In questo senso il prossimo anno inaugureremo un corso di laurea in medicina e chirurgia in inglese, con un titolo riconosciuto a livello internazionale, e ospiteremo a Roma studenti da tutto il mondo”. “Siamo felici di aver contribuito, attraverso la creazione della Breast Unit, ad un progresso concreto nella sanita’ palestinese che da tempo sta puntando alla lotta al tumore al seno” ha ricordato il vicepresidente dell’associazione Centro Elis Daniele Maturo. “La Cooperazione allo sviluppo – ha dichiarato Fabio Sokolowicz, console generale d’Italia – rappresenta storicamente uno dei principali strumenti di cooperazione tra Italia e Palestina, in particolare nel settore della salute, dove investiamo impegno economico e professionale, e che ci vede leader nel quadro della programmazione congiunta con gli altri Stati Membri dell’Unione Europea”. “Attualmente – ha spiegato Cristina Natoli, direttore della sede Aics di Gerusalemme – finanziamo progetti di cooperazione nel settore della salute per oltre 35 milioni di euro. Stiamo costruendo due ospedali nel Governatorato di Hebron attraverso una linea di credito di aiuto di 10 milioni di euro, partecipiamo dal 2008 al programma multidonatore Pegase per il supporto agli ospedali palestinesi di Gerusalemme Est e abbiamo negli ultimi 5 anni realizzato tre programmi per un totale di 20 milioni di euro volti alla prevenzione delle malattie croniche non-trasmissibili e al miglioramento dei servizi sanitari di base”. “La Breast Unit e’ l’emblema della condivisione delle esperienze tra medici, specialisti e tecnici di radiologia di due popoli: italiano e palestinese” ha detto Jawad Awwad, ministro della Salute della Palestina. “Questo ha permesso di introdurre, per la prima volta in Palestina nuove metodiche che hanno portato risultati eccezionali, dimostrando l’importanza della comunicazione e della condivisione al di la’ delle differenze culturali. Qui in Palestina non puo’ che renderci onore poter fornire alla popolazione un servizio paragonabile agli standard italiani ed europei”. Il reparto dell’ospedale di Beit Jala, recentemente ristrutturato e adattato, puo’ contare su un Ecografo, un mammografo con tomosintesi e sistemi informatici. Nei suoi primi mesi di attivita’ ha visto lo svolgimento di corsi di formazione in Italia e in Palestina per il personale medico, paramedico, tecnico ed amministrativo palestinese; sono state effettuate ricerche congiunte sulla patologia; e attivita’ di sensibilizzazione sulla malattia. Il progetto punta a seguire almeno 150 pazienti l’anno in tutte le fasi del percorso diagnostico-terapeutico (diagnosi, trattamenti e controlli programmati successivi) pari a circa il 40 per cento di tutti i casi di tumore al seno (387 nel 2014, secondo il ministero della Sanita’ palestinese). I numeri della Breast Unit palestinese sono in costante crescita: solo nei primi due mesi di attivita’ la Breast Unit di Beit Jala ha aiutato piu’ di 300 donne di tutta la Palestina a verificare precocemente la presenza di un tumore e a intervenire tempestivamente, facendo al tempo stesso risparmiare alla sanita’ palestinese l’equivalente di oltre duecento mila dollari per le sole indagini diagnostiche. Di esse circa 26 hanno scoperto di avere un cancro al seno in fase precoce. Sul fronte della prevenzione 130 di esse hanno effettuato piu’ di un esame e circa 30 hanno potuto, per la prima volta in assoluto in Palestina, effettuare l’esame stereotassico delle microcalcificazioni, che nella maggior parte dei casi portano a un tumore. Prima dell’apertura della Breast Unit le donne palestinesi che volevano effettuare screening oncologici dovevano aspettare tra 4 e 6 mesi, un lasso di tempo in cui le condizioni di salute possono aggravarsi seriamente. In Cisgiordania il cancro e’ causa diretta di circa il 13,7% dei decessi totali e il tumore al seno e’ la neoplasia piu’ frequente, con una percentuale di casi pari al 16,9% del totale: per questo la prevenzione e’ la sola arma per combatterlo efficacemente e salvare vite umane. (Com/Vig/Dire) 11:22 10-12-18

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