Angliscismi: perché usiamo sempre più spesso parole inglesi?

C’è chi le ama e le usa a sproposito, chi invece le odia e ripiega su traduzioni talvolta inesatte. Le parole straniere usate in italiano, il cui nome tecnico è forestierismi, non sono una novità dell’ultimo decennio. Tutte le lingue sono soggette a scambi e prestiti e così noi italiani finiamo col dire toilette e i parlanti di ben 37 lingue si salutano con il nostro ciao. Il mondo odierno sempre più globalizzato e internazionale ci porta però ad adottare sempre più parole straniere nel nostro dizionario giorno dopo giorno, la maggior parte dei quali sono anglicismi, quindi parole inglesi.

Sempre più internazionali

Al giorno d’oggi quasi tutti conoscono almeno due lingue e chi non le conosce si dà da fare per imparare almeno l’inglese con l’aiuto di siti e app come Duolingo, che conta ben 300 milioni di utenti da tutto il mondo. Anche senza impegnarci troppo, però, siamo a contatto con parole inglesi tutti i giorni semplicemente accendendo la TV o sfogliando un giornale. L’inglese è infatti la lingua franca contemporanea e tutti gli affari politici ed economici internazionali vengono portati avanti in questa lingua. I termini tecnici non vengono quindi nemmeno più tradotti in modo da facilitare la comprensione per entrambe le parti. Caratteristica di queste nuove parole è infatti anche l’assenza di una vera traduzione in italiano, o, quando questa c’è, il termine inglese ne indica una specifica sfumatura. Dunque, il selfie, tormentone dal 2013, non è un semplice autoscatto.

L’avvento di internet e dei social ha dato vita a un nuovo ricchissimo vocabolario. Molte di queste parole non esistevano prima nel dizionario ed è toccato agli utenti scegliere se usarne una traduzione o tenerle in inglese. L’inglese ha molto spesso vinto, anche perché certe parole tradotte in italiano suonano piuttosto male. Internet si lega anche al concetto di globalizzazione: grazie alla rete ogni giorno abbiamo l’opportunità di leggere contenuti in altre lingue, seguire i trend stranieri e restare in contatto con i nostri amici all’estero. In questo modo entriamo in contatto con parole straniere che involontariamente adottiamo nel nostro linguaggio e che ci conviene mantenere in inglese per facilità di comunicazione con tutti coloro che incontriamo su internet e non parlano la nostra lingua.

Parole diverse, mondi diversi

Se gli anglicismi pervadono la vita di tutti i giorni, ci sono certi ambiti in cui questi sono più diffusi. Molti di questi sono ovviamente legati al mondo di internet o delle relazioni internazionali, ma il collegamento non è sempre così evidente. Nel mondo dell’università, perché la ricerca e lo sviluppo in certi campi avvengono principalmente all’estero, vengono adottati tantissimi termini stranieri e un laureato parla molto spesso del suo campo usando un vocabolario specifico in inglese.

Il mondo del lavoro delle aziende è sempre più internazionale e ha adottato sempre più termini stranieri. Oggi è più facile sentire in ufficio parole come brief, call, deadline, invece di riunione, telefonata e scadenza. Le sfumature di significato sono simili, ma queste parole sono usate strettamente per il lessico lavorativo. Altri termini, come freelance, non sono propriamente traducibili e un freelancer deve intendersene di anglicismi per farsi strada nel mondo del lavoro. Per ampliare la propria clientela deve spesso affidarsi a siti stranieri come UpWork e potrebbe finire a lavorare anche con clienti non italiani.

Un altro ambiente ricco di termini in inglese è quello del gambling. Aprendo un qualsiasi sito di giochi online, come Betway Casinò è facile rendersi conto che ormai alcuni dei termini più usati in un gioco e il nome stesso dei giochi sono spesso in inglese. Così i giri sono spesso spin o free spin e i simboli sono chiamati wild e scatter. Anche in questo caso, vista l’origine straniera di questi giochi, le traduzioni non sono sempre necessarie e i termini in inglese diventano specifici per questo campo.

Dalla fondazione di Facebook, nel 2004, siamo stati inondati di nuovi social media e di nuovi termini usati per descrivere le varie funzionalità degli stessi. Aprendo un social qualsiasi quindi conteremo i nostri follower e guarderemo la pagina di qualche famoso influencer. I termini da social sono però anche quelli più italianizzati, dando vita a nuove parole che sono un misto di inglese e italiano come taggare o addare.

Che le amiamo o le odiamo, ormai non possiamo più vivere senza certe parole inglesi nel nostro linguaggio di tutti i giorni perché ci mancherebbero degli strumenti comunicativi fondamentali. Non resta quindi che integrare la nostra lingua con questi nuovi termini e renderli nostri, magari pronunciandoli in modo tutto italiano.

 

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