Futuro (e politica vincente) per Reggio Calabria

Che il PD reggino sia affetto da sindrome deformante, dopo quattro anni di proclami dissociati dalla realtà, era ormai assodato, ma la lettura del dato elettorale da parte del capogruppo Castorina supera anche la migliore performance di un sofista indottrinato.

Pur consapevoli dell’ardua impresa, cerchiamo di stare al suo “sragionamento”. L’euforica interpretazione parte dall’assunto che a Reggio il PD sia riuscito a fare con il 24,32% un risultato superiore di 1,5% rispetto alla media nazionale del partito; peccato che il buon consigliere comunale non consideri il calo macroscopico rispetto alle ultime elezioni comunali dove, giocando sì una partita a porta unica, avevano superato il 60% dei suffragi. Al primo rendiconto elettorale, dove il peso di aver gestito il comune, la Città Metropolitana e la Regione, con aspettative, incarichi e prebende si è certamente fatto sentire, sono riusciti a farsi votare nientemeno che da poco più di due elettori ogni dieci votanti.   Ora delle due l’una: o nel PD si è talmente ingenui da pensare che i fantasiosi e ripetuti comunicati possano convincere gli afflitti e disillusi reggini che tutto vada bene, oppure la malcelata prassi di intestarsi le (poche) opere inaugurate e i progetti avviati grazie ad una parte dell’eredità amministrativa di chi li ha preceduti, oggi li induca addirittura a mutuare la definizione di “modello”, quale esaltazione della loro mezza politica.

Un “modello Reggio”, quindi, giornalisticamente interpretato così, quantomeno dal titolista di Gazzetta del Sud questa mattina, a sintesi delle stupefacenti dichiarazioni di Castorina. Rifuggendo da tentazioni che indurrebbero alla difesa di una recente esperienza che ha immaginato, con una progettualità d’avanguardia, un modello di città suggellato con il riconoscimento di “metropolitana” riscattandola da decenni di abbandono e che, senza abiura alcuna, ormai è archiviata da vicende cui solo il tempo ed un equilibrio nella lettura dei fatti, non delle mistificazioni, potrà dare il giusto valore.

Comunque, o un errore di digitazione o una deformazione concettuale, una cosa è certa: da modello REGGIO con la agognata “svolta “ siamo passati al modello PEGGIO.

Prenda atto la direzione del PD locale che i reggini ed i calabresi tutti hanno conosciuto la vacuità delle chiacchiere ed il danno della cattiva amministrazione, ed il voto delle Europee sancisce  l’esigenza di una nuova stagione, dove la vera novità è quella di una percentuale a due cifre della Lega, non più Nordista ma quale partito delle identità e dei territori, il cui consenso ha determinato l’elezione del giovane Vincenzo Sofo, sangue e passione calabrese dedicate ad un progetto leghista nazionale, da Nord a Sud in chiave Europeista.  Il destra centro, con Forza Italia stabilizzata, Fratelli d’Italia in crescita e la Lega in probabile coalizione e possibile leader di uno schieramento rinnovato e futuribile nella dottrina di governo, ha già i numeri per strutturare le linee guida di un governo responsabile, non solo dello sviluppo, ma ancor prima, della speranza di un Popolo che reclama il diritto a vivere e tramandare valore nella propria terra, da padre in figlio, salvaguardando un patrimonio di risorse, culture e tradizioni secolari.

Pasquale Morisani –  Già Assessore Comunale di Centro-Destra

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