Paradisi fiscali, per il TJN sono le Isole Vergini britanniche il Paese più opaco

La Svizzera non è più la pecora nera d’Europa. Ma continua ad essere considerata tale

Le Isole Vergini britanniche figurano alla testa della classifica 2019 dei paradisi fiscali stilata dall’organizzazione non governativa Tax Justice Network, una ONG con sede nel Regno Unito, che sottolinea come il Regno Unito assieme alla “rete” composta da Isole Vergini britanniche, Bermuda, Isole Cayman e Jersey, hanno facilmente detronizzato la Confederazione elvetica. In ogni caso, «la Svizzera conserva un quinto posto ben meritata nel nostro indice», hanno spiegato gli autori della lista, subito dopo, però, i Paesi Bassi che occupano il 4° posto della classifica. Questo è l’elenco delle 10 principali giurisdizioni del rapporto che consente l’elusione fiscale:

1. Isole Vergini britanniche (territorio britannico)

2. Bermuda (territorio britannico)

3. Isole Cayman (territorio britannico)

4. Paesi Bassi

5. Svizzera

6. Lussemburgo

7. Jersey (dipendenza britannica)

8. Singapore

9. Bahamas

10. Hong Kong

Ora qual è la meta europea prediletta dagli italiani per nascondere i loro capitali? Alcuni risponderanno senza esitare: “La Svizzera!”. Secondo i risultati scaturiti da verifiche condotte dagli specialisti della Guardia di Finanza, ebbene, a delinearsi una mappa a dir poco sorprendente per chi considera ancora la Svizzera il ricettacolo europeo dei capitali italiani in fuga. Oggi in Europa a farla da padrone sono Lussemburgo e Olanda, mentre il nostro Paese viene relegato all’interno di un lungo elenco di altre “Isole del tesoro” come Lettonia, Germania, Irlanda, Gran Bretagna, Cipro, Malta e Gibilterra, Panama, Seychelles e Botswana. Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”è inaccettabile che si trascurino i capitali italiani nascosti nei paradisi fiscali in tutto il mondo. Si stima che si tratti di 500 miliardi di euro, ovvero 230 miliardi di tasse non pagate: una cifra impressionante. Cosa ancora più incredibile, con appena l’1% di questa cifra potremmo sfamare 58 milioni di bambini, un risultato senza precedenti nella lotta alla fame.Per non parlare del beneficio che l’economia italiana potrebbe trarre dal ritorno di questi capitali.Per questo chiediamo al Suo Governo di prendere una posizione netta contro il fenomeno dei paradisi fiscali, con norme che impongano alle multinazionali italiane di rendicontare con trasparenza le proprie posizioni finanziarie in tutto il mondo. È una misura concreta che può essere attuata oggi stesso, senza la collaborazione dei paradisi fiscali.

c.s.- Giovanni D’Agata

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