Reggio Calabria, Gay Pride.”Noci di cocco, patate e piselli”

Non dovrebbe scandalizzarci il Gay Pride… è “scandalosa” un’amministrazione che lo strumentalizza definendo Reggio “Città dei diritti”. Ma di quali diritti stiamo parlando?

Basterebbe visitare Brighton, la capitale europea del Gay Pride, prima di spararle. Bisognerebbe vivere un po’ questa realtà prima di fare del Gay Pride un semplice “evento”.

E adesso alle menti piccine suggerisco di non definirmi omofoba e razzista per quello che dichiarerò… non lo sono mai stata. Partendo dal presupposto che con il termine “evento” ci si riferisca a qualcosa che è destinato ad esaurirsi nel giro di qualche ora, mi auguro che i DIRITTI abbiano una durata più lunga e strutturata. Non condivido questa manifestazione (show) perché ritengo sia “mortificante” per i gay, così come vedrei ridicolo un Etero Pride nel quale uomini e donne andrebbero a “dimostrare” e “difendere” la loro libertà, sbaciucchiandosi e palpandosi in pubblico (povera intimità/virilità).

DIRITTI E LIBERTÀ si difendono in maniera diversa, nella quotidianità, nell’educazione al rispetto della diversità, nell’abbandono di quella mentalità becera, bigotta e provinciale… che in queste occasioni magari si emancipa con falsità, per non apparire “indietro rispetto ai tempi” (i primi gli amministratori).

Ma DIRITTI, LIBERTÀ E VALORI non hanno tempo, non hanno spazio e non hanno “razza”. Il VALORE di ogni uomo, omo o etero che sia, si misura con la sua capacità di difendere i suoi DIRITTI mettendoci testa e cuore non certo “noci di cocco, patate e piselli”… Questi VALORI dovrebbe iniziare a divulgarli soprattutto un’amministrazione comunale il cui ruolo è quello di rappresentare un’intera comunità di cittadini sempre più abbandonati al degrado ambientale e sociale.

Solo dopo ci sarà spazio per “feste”, “festini” e selfie…

Antonella Postorino

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