Tornano le meduse in basso Adriatico: morsi sui bagnanti soccorsi dai bagnini

I Comuni  e gli stabilimenti balneari segnalino sulle spiagge ai bagnanti la presenza di meduse con appositi  cartelli

Torna l’allarme meduse, complice il caldo, nel mare che bagna il basso Adriatico. Dopo gli avvistamenti di luglio, i bagnanti segnalano una forte presenza di meduse nelle acque italiane in particolare a ridosso della costa ma anche a San Cataldo di Lecce, dove al Lido Verde oggi hanno rovinato la giornata di vacanza a più di qualcuno. A confermarlo tre interventi di soccorso operato nella mattinata e  pomeriggio dagli assistenti bagnanti in servizio presso la torretta, nella spiaggia di Lido Verde a San Cataldo di Lecce, su un giovane turista e due bambini. Da segnalare ancora la tempestiva azione e la professionalità in particolare del bagnino Francesco Mangè che ha trattato i tre bagnanti che avevano appena subito morsi di medusa su tutto il corpo ed erano visibilmente agitati. Non si può parlare di invasione, come qualcuno ha fatto ma di numeri in aumento tranquillamente sì. Le meduse, a partire dalle giornate più calde di questa estate 2019, hanno cominciato a spingersi verso il bagnasciuga ed è diventato quasi normale vederle nelle acque poco profonde mentre si nuota. Perchè le meduse aumentino non è ancora chiaro e non si hanno dati certi e comunque un fenomeno pare ripetersi ogni anno in coincidenza del periodo della stagione balneare. Le meduse rilasciano sostanze urticanti che provocano una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore, vescicole e bolle, accompagnata da bruciore e sensazione di dolore. Il tutto più o meno persistente a seconda della vicinanza del ‘contatto’.

Ecco le tre nuove specie che popolano i nostri mari: la Phyllorhiza punctata che viene dal Canale di Suez, la Drymonema dalmatinum, con un diametro anche di un metro, la Mnemiopsis leidyila, che vive sul fondo del mare con i tentacoli verso l’alto.

Poche, ma utili “regole d’oro” in caso di contatto con le meduse:

– Non strofinare bocca e occhi

– Non lavare con acqua dolce la parte colpita: usare acqua di mare e disinfettare con bicarbonato; non usare acqua fredda o ghiaccio

– Non grattare la zona ustionata (si accelera la sostanza tossica)

– Evitare impacchi con aceto o ammoniaca: è un “rimedio della nonna” del tutto inutile; anche l’uso di alcool è sconsigliato

– Non rimuovere i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, ma con le mani

– Il rimedio migliore è un gel astringente al cloruro d’alluminio, utile anche per le punture di zanzara. Evitare pomate cortisoniche o antistaminiche.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita i bagnanti a prestare la massima attenzione rivolgendosi nei casi di contatto più eclatanti e dolorosi presso i punti di primo soccorso presenti nelle località balneari. Sarebbe il caso quindi che i  Comuni  e gli stabilimenti balneari provvedessero a segnalare la presenza di meduse con appositi  cartelli che avvisano di fare molta attenzione al momento di entrare in acqua.

CS Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”

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