Vandelli & Shapiro “in viaggio nel tempo” con tappa al Catona Teatro a Reggio Calabria

Un’esplosione di energia da fare invidia alle giovani band, così si sono presentati Shel Shapiro   e Maurizio Vandelli, sul palco dell’arena “Alberto Neri” di Catona Teatro, accompagnati da un gruppo di eccelsi musicisti, Alessio Saglia (tastiere), David Casaril (batteria), Gian Marco De Feo e Daniele Ivaldi (chitarre) e Massimiliano Gentilini (basso). Il loro concerto “Love & Peace” è come un viaggio nel tempo, nel quale ogni istante non appare come una variabile dipendente, bensì come la rotta da seguire a garanzia dell’eterna gioventù di cui, i due “ragazzi” del bit italiano, sembra ne siano rimasti intrappolati. Mentre gli anni scorrono virtualmente dal 1968 ad oggi, nei videowall che fanno da quinta alla scena, Maurizio e Shel duettano in un vero e proprio show, alternando ai momenti musicali, battute ironiche e pause di riflessione nelle quali viene fuori la vera anima del loro concerto. Un’anima che ha bisogno di “amore e pace” attraverso la conquista della libertà, esattamente come allora, negli anni ’70, quando si esibivano al Piper. Non a caso tornano alla mente tracce di storia non molto lontana, i fratelli Kennedy e Martin Luther King. Il repertorio musicale, nel quale emergono i principali successi delle due band storiche, Equipe 84 e Rokes, si apre con “Che colpa abbiamo noi”, per poi avvolgere il pubblico con “Tutta mia la città”, “Lascia l’ultimo ballo per me”, “Un angelo blu”, “Piangi con me / vedrai”, “Bang Bang”, “Casa mia”, “Per amore della musica”, “Un’anima pura”, “Eccola di nuovo”, “C’è una strana espressione nei tuoi occhi”, “È la pioggia che va”, “Io ho in mente te” e chiude la performance con “Bisogna saper perdere”. La carriera dei due artisti va oltre i loro personali successi. Maurizio ricordando Battisti e Mogol con i quali ha condiviso i più grandi cavalli di battaglia, emoziona il pubblico con “Io vivrò (senza te), “Nel cuore, nell’anima”, “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi”, “10 ragazze”, “Un’avventura”, fino all’immancabile “29 Settembre”. Non manca “4 Marzo 1943” ad omaggiare Lucio Dalla con il quale l’Equipe 84 ha condiviso il Festival di Sanremo del 1971. Al repertorio musicale nazionale si è alternato quello internazionale che ha dato spazio a miti intramontabili come Bob Dylan e la sua “Blowin’ in the wind”, Cat Stevens con “Wild world”, Mamas & Papas con “California dreamin”, per passare ai Beatles con “Let it be” e “Eleanor Rigby”, fino ai R.E.M. con “Losing my religion” e Josh Groban con “You raise me up”. In una delle pause di riflessione Shel ricorda l’amica Mia Martini magnetizzando un caloroso applauso da parte del pubblico calabrese. Dietro le quinte giusto due battute con Shel Shapiro per sfatare il mito della presunta rivalità con Maurizio Vandelli “Ho incontrato l’Equipe quando aprì il Piper, quello fu il momento di apertura dei giochi… non è mai esistita una vera rivalità con Maurizio, ci conosciamo da 50 anni ma non siamo mai stati amici, c’era un minimo di competizione quando ne avevamo 20, ma già nel 1968 era tutto finito”. E nel chiedergli dove riesce ancora a prendere tanta energia, l’artista britannico ha risposto “La mia energia?… viene fuori dalla rabbia…”. Anche quest’anno il festival della Polis Cultura di Lillo Chilà ha fatto centro, lo ha dimostrato il pubblico di giovani e “giovanotti” degli anni ’70, attraverso la grande partecipazione e la grande emozione resa agli artisti in un “viaggio” di oltre due ore, in cui la musica è andata oltre il tempo.

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About the Author: Antonella Postorino