San Lorenzo (RC), il Lungomare della discordia e gli ambientalisti del “Modello Capalbio”

L’ultima in ordine di tempo è stata l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara. Prima di lei, altri parlamentari, ambientalisti e persino un cartello di intellettuali avevano tutti sollevato pesanti dubbi, e in qualche caso anche precise e pesantissime accuse, sulla bontà dell’opera. E sì, perché il clamore che continua giorno dopo giorno a manifestarsi sulla realizzazione dei lavori di completamento del lungomare di Marina di San Lorenzo, ha ormai travalicato i confini nazionali.

Perché? In effetti, viene da domandarsi quale particolare problematica abbia innescato il furioso dibattito, fatto di comunicati stampa, conferenze, relazioni tecniche e persino denunce, riguardo 630 miseri metri di litorale. Eppure, l’intero percorso istruttorio dell’opera – peraltro di semplice completamento, visto che quasi metà della strada è stata realizzata da quasi 20 anni, senza alcuna polemica allora… – è stato compiuto nel rigoroso rispetto della normativa vigente e con l’intervento degli organi competenti. Poco dopo l’inizio di questa estate, il completamento della gara di appalto con regolare aggiudicazione e di nuovo il pandemonio; più mediatico che di sostanza si badi bene, perché, diciamolo subito per chiarezza, a Marina di San Lorenzo questo benedetto completamento del lungomare lo vogliono tutti. O quasi…

  • Sindaco Bernardo Russo, inizieranno o no questi lavori?

<< Assolutamente sì. Ormai è una questione di giorni e con l’inizio del mese di settembre la ditta che si è aggiudicata l’appalto potrà cominciare a mettere mano al cantiere>>.

– Perché tutte queste polemiche? Ha un’idea? Parlamentari, ambientalisti, intellettuali e associazioni. Sono tutti contro, a leggere la stampa.

<< La Calabria può contare su 800 chilometri di costa. Ogni comune che si affaccia sul mare ha il suo pezzo di strada. Noi non possiamo! Il progetto relativo al nostro waterfront risale agli anni ’90, e dopo anni e anni di tribolazioni, stiamo finalmente venendo a capo grazie al finanziamento derivante dai Patti per il Sud. A delle “menti illuminate” questa soluzione non piace. Chi si lamenta del troppo asfalto (ma il vecchio tappetino di catrame risale al 1989…), chi della posa del marciapiede lato mare, chi persino delle piante da utilizzare nell’arredo. Infine, ci vedono finanche infiltrazioni di impese malavitose. Sapete che ho fatto? Li ho denunciati, perché quando è troppo è troppo>>.

  • Eppure nessuno obiettò alcunché, quando partirono i lavori del primo tratto. Parliamo di una quindicina di anni fa almeno.

<< Vero. Nessuno sollevò obiezioni allora, anche se adesso nel rapporto contenente le “osservazioni al progetto di completamento del lungomare”, realizzato dal gruppo di lavoro coordinato dal Professore Alberto Ziparo, si parla addirittura dell’esigenza di “progettare la demolizione di ciò che è stato impermeabilizzato e asfaltato. Ma ci rendiamo conto?>>.

  • Insomma, altro che completamento, questi del gruppo di lavoro vogliono buttare giù tutto. Ma la gente di San Lorenzo e i villeggianti che ne pensano?

<< Tutti sono pronti a ribellarsi ove queste sciocchezze sortissero effetti dannosi per le sorti dell’opera. So che un comitato sta adoperandosi per una raccolta di firme a sostegno del progetto. Mesi fa, persino una lista di nomi provenienti dal mondo della cultura e della società civile ha messo la propria firma in un documento che sollevava pesanti dubbi sulla bontà del progetto, ma queste persone sono mai venute qui a vedere come stanno davvero le cose?

  • Ma sono proprio tutti d’accordo a San Lorenzo per finire il Lungomare?

<<Beh, proprio tutti no, evidentemente. Magari a qualche proprietario di villa sul mare, con ampio terreno annesso acquistato con quattro soldi negli anni ’70 e che magari sconfina pure su terreno demaniale, finirebbe l’emozione della calata a mare a piedi nudi >>.

E in effetti colpiscono non poco alcuni passi della relazione tecnica redatta dal gruppo di lavoro del Laboratorio Territoriale Condofuri-San Lorenzo. Una relazione piuttosto dogmatica e che si richiama più volte addirittura all’enciclica di Laudato sì di Papa Francesco e che mette in primo piano il discorso delle dune. Sì, le dune, le famose dune di San Lorenzo. Come fate a non ricordarle le dune di San Lorenzo? Un po’ come quelle di Capalbio, la spiaggia per eccellenza della sinistra allo champagne che piace tanto ai firmatari dell’appello/dickat rivolto a maggio scorso al sindaco e che lo bacchettava a 360 gradi. Capalbio, nella ruvida Maremma, dove vestivano alla contadina, bevevano vino rosso e abitavano in casali sperduti. Ovviamente l’asfalto era bandito, come deve esserlo anche a San Lorenzo.

 

Antonio Virduci

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