Candeloro e Imbalzano: Sul Waterfront il triplo salto carpiato di un Falcomatà in uscita definitiva

Ora ci aspettiamo anche un giro di valzer sulla nuova fiera

“La piroetta del sindaco Falcomatà, alla fine della sua fallimentare consiliatura, sul WATERFRONT, straordinaria opera progettata dal compianto architetto iracheno ZAHA HADID, da lui più volte RINNEGATA , è un misero tentativo di recuperare una parte del consenso dei tantissimi cittadini da lui platealmente ignorati e mai interpellati, prima di accantonare negli anni scorsi quella che darà alla città una immagine identificativa a livello mondiale”.
E’ quanto affermano Candeloro e Pasquale Imbalzano, rispettivamente già Presidente della Commissione “Bilancio, Attività Produttive e Fondi Comunitari” del Consiglio Regionale e Consigliere Comunale di Forza Italia.

“Non a caso, diciamo “DARA’! Perché saranno le nuove maggioranze di centro destra alla Regione ed al Comune, che da tempo hanno assunto impegno in questo senso, ribadito fino ad ieri sera nel corso di una iniziativa pubblica a S. Ilario dello Ionio alla quale hanno partecipato parlamentari ed esponenti politici reggini e calabresi, ad essere costrette a riparare ai guasti devastanti prodotti da questa Amministrazione all’immagine ed alle prospettive economico- turistiche della nostra città. Oggi Reggio, senza quelle miopi – per usare un eufemismo – scelte, avrebbe potuto ammirare il capolavoro della Regina delle Curve Architettoniche e consentire a decine di migliaia di turisti di venirla ammirare, dando ossigeno alla nostra agonizzante economia”, continuano Pasquale e Candeloro Imbalzano.

“Ora, ci attendiamo un’altra capriola: quella riguardante la NUOVA FIERA INTERNAZIONALE DI ARGHILLA’, progettata dall’altra grande archistar VITTORIO GREGOTTI ed anch’essa presuntuosamente accantonata dal sindaco uscente, rimodulando le risorse del Decreto Reggio, con la banale motivazione che oggi il commercio si svolge on line! Abbiamo tante volte in Consiglio Comunale e sulla stampa “consigliato” al sindaco, prima di assumere autolesionistiche decisioni, di andare a verificare gli apporti in termini economici ai rispettivi territori delle Fiere esistenti in Italia: da Rimini a Bologna, da Verona a Milano-Rho. Proprio i manager della più importante fiera italiana fin dal 2009, in previsione del Protocollo d’Intesa poi firmato tra le città di Milano (Sindaco Moratti) e Reggio, si erano impegnati a delocalizzarci almeno 10 eventi fieristici all’anno, capaci di convogliarci non solo fiumane di turisti di affari, ma, per le caratteristiche del sito fieristico progettato da Gregotti, avrebbe consentito il vero turismo congressuale, ancora sconosciuto a Reggio”, caggiungono Candeloro e Pasquale Imbalzano.

“I danni prodotti da questa amministrazione li valuteremo ad opere realizzate con oltre dieci anni di ritardo, perché speriamo di proporre presto la rimodulazione dei Fondi Por-Fesr, largamente ancora non spesi, dell’attuale programmazione comunitaria regionale, per consentire la realizzazione di queste due opere che riteniamo decisive per ridare speranza di un futuro sicuramente migliore a Reggio ed a tutta la città metropolitana”, concludono Candeloro e Pasquale Imbalzano.

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