Cisgiordania: uccisa dal padre per un selfie, è polemica

A Ramallah corteo per Israa, e per chiedere legge a tutela donne

(DIRE) 3 Set. – Un centinaio di manifestanti ha sfilato stamani tra le vie di Ramallah, capitale dei Territori palestinesi occupati, al motto ‘We are Israa’, ‘Siamo tutti Israa’: il corteo ha chiesto giustizia per Israa Ghrayeb, una giovane di 21 anni che sarebbe stata uccisa dalla famiglia per “difendere il proprio onore”, dopo che la ragazza aveva pubblicato sui social un selfie insieme al suo ragazzo il giorno prima del fidanzamento ufficiale.
La morte della donna, estetista e aspirante make-up artist, e’ avvenuta nell’ospedale di Beit Sahour, nella Cisgiordania meridionale. Secondo la famiglia, Israa ha avuto un arresto cardiaco causato “dai forti turbamenti psichici” di cui soffriva, quindi e’ stata portata in ospedale dove poi e’ deceduta “per un infarto”. Ma secondo le associazioni dei diritti delle donne, Israa e’ stata picchiata dal padre e dai fratelli. Per sfuggire alle percosse, Israa si sarebbe gettata dalla finestra dell’appartamento dei genitori, al secondo piano, causandosi una grave ferita alla schiena che ha richiesto il trasporto in ospedale. E’ stata la giovane stessa a comunicarlo ai suoi contatti di Instagram, spiegando di essere costretta a rimandare gli appuntamenti di lavoro di agosto e settembre “per una operazione alla spina dorsale”.
“Sono forte e ho voglia di vivere. Se non avessi avuto questa forza, sarei morta ieri” ha aggiunto su Instagram, chiedendo ai suoi follower: “Non mandatemi messaggi in cui mi dite di essere forte. Io sono forte. Possa Dio giudicare coloro che mi hanno oppresso e ferito”.
Una volta ricoverata pero’, avrebbe subito una seconda aggressione, che non le avrebbe lasciato scampo. La prova di tale versione e’ un video realizzato di nascosto, che sta circolando da giorni sui social network: nel filmato non e’ stata ripresa la scena dell’aggressione, si sente solo una ragazza gridare piu’ volte terrorizzata. Una testimonianza che ha sollevato polemiche anche contro l’ospedale: “Possibile che nessuno abbia sentito queste grida? Possibile che nessuno sia intervenuto per aiutare questa ragazza?” si sono domandati vari internauti.
Secondo il cognato di Israa pero’, la giovane avrebbe urlato in quel modo perche’ era posseduta da uno spirito maligno. Da qui la decisione di farla ricoverare. Altri membri della famiglia alla stampa locale hanno invece negato che la voce nel video sia quella della giovane estetista.
La vicenda ha suscitato forti polemiche tra i palestinesi: si punta il dito sia contro i familiari di Israa che contro le istituzioni. L’Autorita’ palestinese viene chiamata direttamente in causa, affinche’ adotti una legge che tuteli le donne dalle violenze domestiche. In Cisgiordania e’ infatti in vigore una contestata legge che concede delle attenuanti per il delitto d’onore e i femminicidi, col risultato che – come denunciano ancora le associazioni per i diritti femminili – ogni anno circa venti donne perdono la vita per mano di mariti o familiari violenti.
(Alf/ Dire) 16:42 03-09-19

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