Papa Francesco saluta il Mozambico vicino a vittime cicloni

Il primo discorso: ‘Una gioia essere in Africa’

(DIRE) 5 Set. – “Sono contento di trovarmi di nuovo in Africa e iniziare questo viaggio apostolico da questo Paese, tanto benedetto per la sua bellezza naturale, come pure per la sua grande ricchezza culturale che aggiunge, alla ben nota gioia di vivere del vostro popolo, la speranza in un futuro migliore”. Cosi’ il Papa ha salutato, “con affetto”, “l’intero popolo mozambicano che, dal fiume Rovuma fino a Maputo, ci apre le porte per favorire un rinnovato futuro di pace e riconciliazione”. Nel suo primo discorso – in portoghese – in terra d’Africa, me’ta del suo 31° viaggio internazionale, Francesco da Maputo, capitale del Mozambico, si e’ rivolto subito a chi e’ in difficolta’: “Voglio che le mie prime parole di vicinanza e di solidarieta’ siano rivolte a tutti coloro sui quali si sono abbattuti recentemente i cicloni Idai e Kenneth, le cui devastanti conseguenze continuano a pesare su tante famiglie, specialmente nei luoghi in cui la ricostruzione non e’ stata ancora possibile e richiede una speciale attenzione”, ha detto rivolgendosi alle autorita’, alla societa’ civile e al Corpo diplomatico, incontrati questa mattina nel Palazzo Porta Vermelha subito dopo l’incontro privato con il presidente della Repubblica del Mozambico, Filipe Jacinto Nyusi. “Purtroppo non potro’ recarmi personalmente da voi, ma voglio che sappiate che condivido la vostra angoscia, il vostro dolore e anche l’impegno della comunita’ cattolica nell’affrontare una cosi’ dura situazione”, ha assicurato riferendosi alla mancata visita a Beira, seconda citta’ del Paese, non accessibile perche’ in piena ricostruzione. “In mezzo alla catastrofe e alla desolazione- l’appello del Papa- chiedo alla Provvidenza che non manchi la sollecitudine di tutti gli attori civili e sociali che, ponendo la persona al centro, siano in grado di promuovere la necessaria ricostruzione”. (www.agensir.it) (Alf/Dire) 11:17 05-09-19

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