Psicologia. Ricerca su 10.000 papà: essenziali per lo sviluppo emotivo dei figli

Psicologi Emilia Romagna intervengono a supporto congedo per loro

(DIRE – Notiziario settimanale Psicologia) 10 Set. – Il coinvolgimento del padre nello sviluppo dei figli, soprattutto nei primi mesi di vita, e’ essenziale per il loro sviluppo emotivo. Lo dimostra una ricerca dell’universita’ di Oxford sulla rivista medica BMJ Open (https://bmjopen.bmj.com/content/6/11/e012034), pubblicata nel novembre 2016, che ha preso in esame 10.440 bambini dai primi mesi di vita fino ai 9-11 anni, evidenziando quanto sia fondamentale la relazione con il padre per lo sviluppo psicologico e per l’acquisizione di comportamenti positivi nei bambini. La ricerca dimostra che il valore dei congedi di paternita’ si manifesta non solo per il contributo al lavoro di cura, ma anche in termini relazionali, affettivi ed educativi. I padri che sperimentano il congedo spesso manifestano un maggiore desiderio di passare piu’ tempo con i figli, sviluppano capacita’ di accudimento e senso di responsabilita’ che li fa essere co-genitori attivi. Diventano piu’ attenti alle necessita’ della madre e non semplicemente i suoi “aiutanti”. Il loro coinvolgimento nel ruolo di cura e accudimento – che presuppone da parte delle madri la disponibilita’ psicologica a delegare serenamente parte del proprio ruolo e funzione culturalmente determinati – puo’ evitare sentimenti di frustrazione, gelosia e rabbia che potrebbero mettere in crisi la coppia. La condivisione paritaria dell’impegno diventa quindi una sorta di gioco di squadra che aiuta la relazione e favorisce la complicita’, facendo sentire protagonisti entrambi i genitori nei nuovi equilibri che necessariamente si vanno a costruire. Il figlio cosi’ si potra’ confrontare con una situazione familiare basata su responsabilita’, fiducia, compartecipazione e aiuto reciproco. L’Ordine degli psicologi dell’Emilia Romagna si oppone quindi allo stereotipo che da sempre impone all’uomo il ruolo di colui che deve “portare il pane a casa”, per fare riferimento al concetto di genitorialita’ piuttosto che a quello di maternita’. “Stereotipi di questo tipo si possono superare psicologicamente e culturalmente, anche con il supporto di cambiamenti normativi”. Cosi’ gli psicologi dell’Emilia-Romagna riflettono su alcuni assunti di base – non sempre espliciti e consapevoli – che condizionano la relazione di coppia e di conseguenza la definizione di compiti e responsabilita’ alla nascita di un figlio. A questo proposito, il Parlamento europeo ha recentemente approvato la direttiva 2019/1158 (http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20190402IPR34670 /lavoro-e-famiglia-nuove-regole-ue-su-congedo-parentale-e-di-pater nita) che prevede dieci giorni lavorativi di congedo di paternita’ retribuito alla nascita (attualmente in Italia i giorni sono cinque, legge n. 145 del 30/12/18), piu’ il diritto individuale a due mesi di congedo parentale non trasferibile e retribuito nei primi anni di vita del figlio. “L’Italia, come gli altri Stati membri, dovra’ adeguarsi. Il congedo di paternita’- dicono- e’ il diritto che dovrebbe far vivere pienamente la propria identita’ di genitore al padre. Diritto che, per essere esercitato, presuppone l’acquisizione di un nuovo modello di pensiero che superi pregiudizi discriminanti. In una societa’ in cui gli uomini e le donne si possono realizzare sia all’interno che all’esterno della famiglia non si puo’ prescindere dal concetto di parita’ in tutti i campi – come da principio fondamentale dell’Unione Europea, art. 3 TUE, e art. 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – e dalla parita’ tra madre e padre”. “Tale parita’- spiegano gli psicologi- che qui va intesa come diritto di entrambi i genitori a porsi come esempi di persone realizzate, anche tramite una relazione affettiva e educativa diretta nei confronti dei figli, comporta l’accettazione concreta della ‘bi-genitorialita”. Concetto da interpretarsi come processo dinamico interattivo che inizia nel momento in cui una coppia pensa di avere un figlio e si realizza con la sua nascita, permettendo alla coppia di diventare genitori. Persone capaci di prendersi cura e di rispondere in modo sufficientemente adeguato ai bisogni fisici e affettivo-psicologici dei bambini, condividendo responsabilita’, soddisfazioni e piaceri. È indispensabile trasmettere ai figli che, pur avendo la stessa dignita’, lo stesso valore e i medesimi diritti, mamma e papa’ salvaguardano le proprie differenze, che sono preziose. I piccoli sperimentano cosi’ che entrambi i genitori hanno caratteristiche proprie, uniche, specifiche e cio’ permette loro di strutturare due punti di riferimento diversi, complementari e rassicuranti”. L’utilizzo del congedo di paternita’, in alternativa a quello di maternita’, nella parte che rimarra’ trasferibile, “puo’ inoltre consentire alle madri di potersi dedicare anche a se stesse e al proprio lavoro: permette di far convivere il ruolo domestico con quello sociale, supportate non solo psicologicamente ma anche nella pratica dal partner. La madre in questa situazione di condivisione e sostegno- concludono- e’ facilitata a trovare la giusta dimensione per il benessere della famiglia e di se stessa”, concludono gli psicologi. (Red/ Dire) 08:19 10-09-19

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