Conte Bis. Sparita ogni ideologia sminuita in favore delle poltrone

Dopo aver ricevuto, Lunedì scorso, la Fiducia a Montecitorio (con 343 Sì contro i 263 No) il Governo Conte Bis a trazione PD ha ottenuto, ieri nel tardo pomeriggio, anche la Fiducia al Senato. Palazzo Madama ha accordato la Fiducia con 169 Sì contro i 133 No e  5 astenuti, il nuovo Governo Conte perde 2 Sì rispetto al precedente in cui era con la Lega. La nascita del nuovo esecutivo “avvertita” in maniera non molto favorevole per le strade e nelle piazze italiane, che la percepiscono come un mero accordo di potere, è invece stata salutata positivamente dai mercati economici che in questi giorni hanno fatto mantenere lo Spread a livelli molto bassi.

Il Conte Bis è formalmente una soluzione politica democratica in quanto è prevista dalla Costituzione Repubblicana ma nei fatti tradisce l’animo del popolo che negli ultimi anni alle urne si era espresso in maniera opposta alle due forze che ora governano, bocciandole sonoramente nei consensi. Trattasi quindi di Governo non rappresentativo della volontà dei cittadini.

Sebbene la causa della nascita del Governo Giallo-Rosso sia formalmente imputabile alla “lucida follia” di Matteo Salvini,  le cose in realtà sono più complicate e le cause abbiano anche radici ben più lontane.  Ed in fatti il tradito non sarebbe Conte, che ormai ha preso in toto il posto da leader di Di Maio, ma Salvini. Il numero uno della Lega infatti non aveva digerito le posizioni “conservatrici” che il M5S ha espresso durante il voto del Commissario Europeo, alle quali il partito delle camice verdi nonostante fosse il primo del Continente, ha perso in coalizione per pochi voti la nomina del Commissario, ricaduta poi su Ursula Von Der Leyen appoggiata anche dai grillini. Questi ultimi sono infatti passati inspiegabilmente da forza semi-rivoluzionaria dell’UE, tanto da dialogare con i gilet gialli in Francia, a forza conservatrice dello status quo. Una lettura politica attenta di quella situazione faceva bene percepire lo spostamento a sinistra del Movimento, o meglio di alcuni suoi vertici. Poi la paura di andare al voto per due forze che avevano avuto grosse “perdite” nei consensi ha fatto il resto, certo la situazione è stata agevolata da pressioni esterne ed estere che benedivano la fuoriuscita dei sovranisti dal Governo.

Non sono bastati i tentativi, anche un po’ maldestri, di Salvini rivolti a ricucire lo strappo per evitare l’ennesima beffa agli elettori, infonda sarebbe bastato sostituire Toninelli (cosa già fatta nel Conte Bis) . Conte, premier non eletto dai cittadini, ha spostato il Movimento a sinistra trovando punti di contatto su programmi secondari fatti divenire abilmente necessari ed indispensabili nell’agenda di Governo. Un’azione portata avanti con piccole mosse, per esempio gli stop ed i no agli obiettivi stabiliti con l’alleato, probabilmente in accordo con altri vertici dei 5 Stelle. Dietro l’unione giallo-rossa probabilmente c’è la furbizia politica di Matteo Renzi che è stato il primo sostenitore di questa unione politicamente innaturale, ma il PD ci ha abituati a tutto ed il contrario di tutto. Il capogruppo dei Dem al Senato è stato in grado di convincere tutti suoi, persino il sonnolente Zingaretti, a sfruttare l’assist involontario e tornare nelle stanze dei bottoni per ridare vita ad un PD ormai in caduta libera. Se questo primo obiettivo è stato raggiunto con l’unione a Di Maio (il meno felice della nascita di questo Governo) e soci, contestualmente un passo falso oggi, al Governo del Paese, costituirebbe la fine delle due coalizioni. E la vita non sarà facile nelle aule del Parlamento italiano, una delle due forze politiche dovrà abbassare la testa all’altra sui temi in cui hanno prospettive diametralmente opposti: Tap, Tav, ridimensionamento dei parlamentari ecc ecc. Salvini dal canto suo dovrà cercare di resistere agli attacchi esterni, lavorare con gli alleati ed attendere che venga concesso al popolo di votare per defenestrare una volta per tutte quelli che di fanno i “poltronisti”.

Alla storia della Politica Repubblicana italiana hanno appena consegnato il più grande “trasformista” di sempre. Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo (quale?), colui che è riuscito nell’arco di soli 14 mesi a passare da un Governo sovranista e quindi di destra di destra ad uno di sinistra, forse tristemente il più a sinistra della nostra storia.

 

Fabrizio Pace

 

 

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