Mafie. De Raho: Tutela di donne e minori priorità istituzionale

Il procuratore è intervenuto questo pomeriggio all’Università statale di Milano
(DIRE) 13 Set. – “Lo Stato e’ fatto di uomini ed e’ credibile solo se gli uomini sul territorio sono affidabili e si muovono con passione e disponibilita’, sentendo la sofferenza degli altri come la propria”. Cosi’ ha esordito Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafie, durante la sessione conclusiva della ‘summer school in organized crime’ su donne e mafie all’universita’ Statale di Milano. Il procuratore ha poi segnalato che spesso sui territori “certi fenomeni non vengono riconosciuti correttamente”, facendo riferimento ai numerosi roghi di rifiuti speciali avvenuti di recente: “spesso chi e’ sul posto non si chiede: ma qui ci sara’ la ‘ndrangheta?”.
Sul tema specifico della settimana, De Raho ha sottolineato la poliedricita’ della funzione della donna nelle organizzazioni mafiose: “capo cosca, madre e moglie a presidio della integrita’ della famiglia, custode di armi o droga: non sempre ruoli marginali”, ha spiegato il procuratore, che poi ha aggiunto: “dobbiamo anche considerare l’evoluzione delle mafie, che sempre piu’ hanno proiezioni imprenditoriali e internazionali. Figli e donne, evidenziano le indagini, sempre di piu’ vengono mandati all’universita’ per assegnare loro la titolarita’ di imprese”. Donne complici, donne vittime, come Lea Garofalo, definita da De Raho “simbolo di uno Stato che non ha funzionato. Chi testimonia non puo’ mai piu’ essere abbandonato- ha aggiunto il procuratore- le istituzioni devono essere sempre un riferimento.
Non ci si puo’ sottrarre alla richieste di una persona, specie quando si tratta di contrasto della criminalita’ organizzata. Le mafie si battono cosi’: con l’attenzione. Se ci fosse stata attenzione Lea Garofalo non sarebbe stata uccisa”.
Tutela delle donne e tutela dei minori sono, secondo il procuratore, due priorita’ istituzionali. “E’ quindi un bene- ha proseguito De Raho- che il protocollo ‘Liberi di scegliere’, gia’ siglato tra il Dipartimento Pari Opportunita’ della presidenza del Consiglio, il Tribunale per i Minorenni, la Procura per i Minorenni, la Procura distrettuale di Reggio Calabria, la Procura nazionale antimafia e Libera, con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, includera’ altri due nuovi soggetti: il ministero della Giustizia e il ministero dell’Istruzione. Solo dando l’opportunita’ di scelta- ha aggiunto- noi saremo efficaci.
Le donne che si rivolgono allo Stato aumentano, e questo e’ positivo perche’ sui territori si parla e la voce si e’ sparsa.
Questa e’ una rivoluzione”.
(Mao/ Dire) 17:58 13-09-19

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