Messico. Piace il cibo spazzatura, ma ora l’etichetta lo denuncia

La nuova legge impone didascalie chiare per combattere obesità

(DIRE) Roma, 3 Ott. – Un terzo della popolazione del Messico deve fare i conti con l’obesita’, un problema che secondo dati della Fao non colpisce solo le classi agiate ma e’ spesso effetto di un’alimentazione povera o non regolare tra i ceti piu’ disagiati. A questa sfida il governo ha deciso di rispondere con una legge, adottata a larga maggioranza dal parlamento, che impone l’obbligo per le imprese di rivoluzionare la logica con cui vengono etichettati i prodotti alimentari. Al posto di tabelle nutrizionali spesso indecifrabili, codici e sigle, ora l’etichetta dovra’ essere semplice, ben leggibile e riportare a chiare lettere se l’alimento contiene un’elevata quantita’ di grassi, zuccheri o sale. L’obiettivo sarebbe sensibilizzare le persone sull’importanza di una dieta equilibrata. Come evidenziano fonti di stampa concordanti, pero’, il compito non e’ semplice in un Paese dove lo “street food” e’ disponibile ad ogni angolo. Molto apprezzate anche le bibite zuccherate. Secondo stime rilanciate oggi da testate internazionali, i messicani sono tra i principali consumatori al mondo, con una media pro capite di 163 litri l’anno. Le etichette tradizionali, con tecnicismi, sigle e cifre non sempre facili da comprendere, non aiuterebbero i consumatori a orientare correttamente le proprie scelte. Forse e’ anche per questo che, stando a uno studio realizzato dal governo, la meta’ dei messicani ammette di non riuscire a interpretare le tabelle nutrizionali che figurano sui prodotti, mentre tre persone su quattro addirittura non sanno di quante calorie ha bisogno il corpo umano quotidianamente. Eppure il Messico e’ tra i principali esportatori mondiali di frutta e verdura. Il motivo di questa “deriva nutrizionale”, secondo la stampa locale, risiederebbe in due ragioni. Anzitutto, mangiare nei ristoranti costa caro e in un Paese in cui – secondo stime di governo – il 42 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia minima di ricchezza consumare i pasti nei chioschi per la strada e’ una valida alternativa. La seconda ragione e’ l’apertura del Messico al mercato nordamericano a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso: la dieta messicana era tradizionalmente ricca di frutta, legumi e verdura, ma l’arrivo di prodotti a basso costo da Stati Uniti e Canada – tra cui bibite gassate, fast food e merendine – ha impoverito la dieta della popolazione, costringendo negli anni i messicani ad allargare la cinghia.

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