Una Calabria senza barriere: le iniziative del comitato italiano paralimpico - Ilmetropolitano.it

Una Calabria senza barriere: le iniziative del comitato italiano paralimpico

Lo sport in Calabria sembra essere tornato in pieno fervore con l’inizio delle nuove stagioni sportive. Ma qualcuno non si è mai fermato. Qualcuno che lavora per chi, sotto il profilo sportivo, viene quasi automaticamente escluso, messo in un angolo e in disparte da tutti. Il mondo della disabilità, sia essa di tipo fisico che di tipo intellettivo e relazionale è invece sempre più al centro delle attenzioni del Comitato Italiano Paralimpico, ente che in Calabria sta promuovendo lo sport sia sotto il profilo agonistico che riabilitativo. Sotto il profilo riabilitativo, il CIP è istituzionalmente competente in via diretta ed esclusiva per la stipula di convenzioni con aziende del comparto socio-sanitario finalizzate a dare impulso alle attività di avviamento allo sport delle persone con disabilità. I progetti svolti in collaborazione fra il CIP, le aziende ospedaliere, i centri di riabilitazione, hanno consentito di sviluppare negli anni programmi di attività che hanno condotto un numero sempre crescente di persone, pazienti in cura presso dette strutture e spesso in un momento emotivo molto delicato, dalla terapia riabilitativa alla pratica sportiva stabile, strumento efficacissimo di recupero psicologico oltreché funzionale. È ancora oggi possibile per le aziende sanitarie sottoscrivere convenzioni finalizzate all’avviamento alla pratica sportiva di persone con disabilità.

Ultimi, in ordine cronologico, a riscoprire la bellezza dello sport sono stati gli infortunati INAIL calabresi. Infatti, dopo il successo ottenuto a Reggio Calabria, dove gli assistiti INAIL di tutta la regione si sono cimentati in attività inerenti a sport di acqua, grazie soprattutto allo splendido lavoro dei tecnici federali specializzati di nuoto, vela, pesca sportiva, canottaggio e canoa, INAIL e CIP Calabria hanno riproposto un nuovo evento a Cosenza, questa volta inerente a sport di terra. La seconda fase del progetto “Terra e Mare senza barriere”, avuta luogo a Piazza Bilotti (CS) il 20 e il 21 settembre, dove è stata allestita un’area destinata all’attività sportiva per permettere agli infortunati, seguiti dai tecnici federali specializzati, di avere un primo approccio all’attività sportiva scelta con l’intento di innescare una passione che accompagni il disabile da quel momento in avanti. In particolare, sono stati allestiti i campi di tennis in carrozzina, basket in carrozzina, bocce, tiro con l’arco, scherma e di sitting volley ed un percorso per promuovere anche gli sport equestri.

Di rilevante importanza anche la partecipazione delle scuole cittadine, invitate con l’intento di trasmettere la cultura paralimpica anche alle nuove generazioni, consentendo loro di svolgere attività e creando una vera integrazione tra disabile e normodotato, nella speranza che nel prossimo futuro non si debba parlare più di integrazione ma che questa sia insita nel vivere quotidiano di tutti. Sono proprio le scuole il nuovo bersaglio del CIP. Nel quadro delle iniziative volte a favorire la diffusione della cultura paralimpica e la pratica dello sport tra le persone disabili in ambito scolastico, il CIP ha avviato l’iter di accreditamento per la formazione del personale docente attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. del MIUR, consentendo il coinvolgimento nei programmi di formazione ed aggiornamento dei docenti, di enti accreditati, qualificati o proponenti singoli corsi riconosciuti.

Sempre a favore delle scuole, si richiama l’attenzione sul “Progetto Nazionale per lo sport paralimpico a scuola destinato agli Istituti Scolastici convenzionati con il CIP a.s. 2019/2020”. In particolare, con riferimento all’anno scolastico 2019-2020, il CIP si impegna a sostenere, negli istituti scolastici firmatari di accordo quadro di collaborazione con il CIP o che vogliano sottoscrivere tali accordi, lo sviluppo di progettualità destinate a divulgare la cultura paralimpica e ad incentivare l’avviamento degli studenti con disabilità all’attività sportiva, articolati secondo le modalità di seguito individuate.

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