Clima. Coldiretti: Emergenza spaventa 3 italiani su 4 , +75% tempeste

Per oltre 8 italiani su 10 (88%). Agricoltura è risorsa per ambiente

(DIRE) Cernobbio (Como), 11 ott. – Ben 3 italiani su 4 (75%) ritengono che l’emergenza climatica in atto nel mondo sia grave o gravissima. E’ quanto emerge dalla prima indagine Coldiretti/Ixe’ ‘La svolta green degli italiani’ nel 2019 presentato al Forum internazionale dell’agricoltura a Cernobbio. Solo l’1% degli italiani ritiene che la situazione sia poco grave. I cambiamenti climatici sono al primo posto fra i problemi per i quali e’ necessario intervenire con maggiore urgenza, seguiti dalla crescita della quantita’ dei rifiuti di plastica, dall’inquinamento dell’aria, dei mari e dei fiumi. L’emergenza climatica scatena poi eventi estremi che sempre piu’ spesso si verificano da nord a sud della Penisola con nubifragi, tornado, grandinate, tempeste di vento provocando danni a coltivazioni e strutture e purtroppo anche vittime fra la popolazione. “Nei primi nove mesi del 2019- spiega Coldiretti- ci sono stati 1.336 eventi estremi, due volte e mezzo piu’ di quelli della Francia e oltre sette volte in piu’ rispetto a Spagna e Regno Unito. Rispetto allo scorso anno c’e’ stato in Italia un incremento del +75% degli eventi estremi”. Una situazione che tocca direttamente la vita delle persone tanto che – sottolinea la Coldiretti – quasi 1 italiano su 2 (48%) discute spesso o molto spesso di ambiente e cambiamenti climatici e solo il 19% ne parla raramente o quasi mai.  “L’agricoltura e’ l’attivita’ economica che piu’ di tutte le altre vive quotidianame si cerca un “colpevole” per l’inquinamento a livello internazionale – sottolinea l’indagine Coldiretti/Ixe’ – la Cina e gli Stati Uniti sono considerati rispettivamente al primo e al secondo posto con il 66% e con il 54% delle risposte. Rispetto ai singoli comparti produttivi emerge che a livello italiani quello industriale e’ ritenuto il principale responsabile dei problemi ambientali con il 76% dei giudizi, seguito dai trasporti con il 43% e dal settore energetico con il 23%, mentre l’agricoltura prende solo il 14% dei giudizi negativi. Al contrario per oltre 8 italiani su 10 (88%) l’agricoltura e’ una risorsa per l’ambiente. Fra gli agricoltori piu’ del 65% pensa che il tema cambiamenti climatici sia trattato troppo poco nel dibattito pubblico – spiega un focus dell’indagine Coldiretti/Ixe’ – mentre una fetta ancora piu’ alta (66%) ritiene che debba essere una priorita’ della politica considerato che l’81,4% degli agricoltori ha dovuto affrontare tempeste, frane e inondazioni, il 64,5% si e’ trovato a gestire periodi siccitosi e il 58% combatte contro insetti e parassiti che prima non c’erano. nte le conseguenze dei cambiamenti climatici, con 14 miliardi di euro di danni negli ultimi dieci anni, ma e’ anche il settore piu’ impegnato per contrastarli e non e’ un caso se al nostro villaggio contadino a Bologna il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia proposto proprio alla Coldiretti un patto per un Green new deal” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “I cambiamenti climatici si abbattono su un territorio reso piu’ fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si e’ ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari- stigmatizza Prandini- L’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilita’ di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attivita’ nelle campagne che serve dunque creare le condizioni affinche’ si contrasti la scomparsa delle campagne anche attraverso la nuova legge sul consumo di suolo”. (Ran/Dire) 11:00 11-10-19

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