Migranti. Ravetto (FI): Lampedusa al collasso, ripristinare le regole

(DIRE) Roma, 20 Ott. – “La mia prima preoccupazione e’ stata quella di sapere quanti minori c`erano: 15, secondo gli operatori della struttura. Tra questi, e l`ho vista coi miei occhi, una bambina di 4 settimane e altre piccolissime. A quel punto ho domandato dove fosse la sezione dedicata ai bimbi: mi hanno spiegato che e’ ancora inagibile a causa di un incendio doloso appiccato da alcuni immigrati. Vi pare possibile che a un anno e mezzo dal rogo non sia ancora stato ripristinato lo spazio? Gli operatori mi hanno spiegato che e’ colpa delle lungaggini burocratiche, e questa cosa mi fa saltare i nervi. Ho presentato un`interrogazione parlamentare al ministro dell`Interno”. Cosi’, intervistata da Libero, Laura Ravetto, deputata di Forza Italia, per due giorni in visita sull`isola di Lampedusa col Comitato parlamentare Schengen. “O risolvono subito la situazione e viene riportato il numero degli ospiti alla normalità- prosegue Ravetto- o proporro’ la chiusura dell`hotspot, prima di tutto a tutela degli immigrati: ho visto mamme e figli costretti a passare le giornate in una stanzetta angusta e piuttosto sporca, e’ inaccettabile”. Ed evidenziando come gran parte dei migranti presenti a Lampedusa sono tunisini, Ravetto dice: “con la Tunisia abbiamo stipulato accordi per i rimpatri e lo stesso ha fatto anche l`Europa. Oltretutto l`Italia ha anche firmato accordi commerciali con la Tunisia per favorirne lo sviluppo interno: parliamo di gente che non scappa da nessuna guerra, ci stanno prendendo in giro. Di Maio, il ministro degli Esteri, non ha nulla da dire? Le Forze dell`ordine, che svolgono un grande lavoro, mi hanno detto che proprio i tunisini sono i primi a presentare la domanda di richiesta d`asilo. È chiaro che sono ben informati sulle procedure: sanno perfettamente che la domanda verra’ rigettata, ma facendo ricorso riescono a rimanere qui un paio d`anni”. Ravetto ha depositato pure una proposta di legge per il ripristino della commissione d`indagine sugli hotspot, i centri d`accoglienza e di rimpatrio: “L`avevamo creata nella scorsa legislatura. Aveva poteri equivalenti alla magistratura e poteva indagare sullo stato delle strutture e su come venivano spesi i soldi. È poi urgente che l`Europa cambi drasticamente l`approccio: si deve passare dal porto sicuro piu’ vicino, al porto piu’ sicuro e basta, altrimenti continueranno ad arrivare tutti in Italia”, conclude. (Com/Sor/ Dire) 11:47 20-10-19

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