Reggio Calabria, anche i genitori andranno alle urne in questi giorni

Non più  genitori sindacalisti dei figli, ma genitori “progettuali”

Anche per il corrente anno scolastico si svolgeranno le elezioni degli organi collegiali a livello di istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, secondo quanto previsto dalle O.M.n:215/91 e succ., non essendo, peraltro, intervenuta ancora la revisione della disciplina degli stessi organi collegiali.

Sicchè , come da direttive del Miur e della Direzione generale dell’U.S.R. Calabria, sono state indette le elezioni per il rinnovo degli OO.CC d’istituto di durata annuale e cioé rappresentanti degli studenti per le scuole superiori e dei genitori nei consigli di classe e nell’organo di garanzia, e di durata biennale, invece, per i rappresentanti degli studenti nella Consulta provinciale.

Le scuole stanno svolgendo in questi giorni le operazioni d’insediamento dei seggi e le successive votazioni, che devono concludersi entro il prossimo 31 ottobre. Mentre le data per le elezioni  dei Consigli di Circolo/Istituto, cessati con l’a.s. 2018/2019, sono state fissate nei giorni di domenica 24 e lunedì 25 del prossimo mese di novembre.

L’utenza scolastica nella provincia reggina a vario titolo interessata è piuttosto numericamente consistente : a recarsi alle urne sono i genitori dei 78.000 studenti delle scuole di ogni ordine e grado e i 6.500 allievi delle scuole superiori.

La circostanza elettorale va enfatizzata perché è auspicabile che almeno quest’anno si registri una inversione di tendenza rispetto ai dati partecipativi degli ultimi anni, quando il voto complessivo dei genitori ha toccato i minimi storici.

Infatti, ad un periodo di grande partecipazione popolare e democratica dei genitori alla gestione della scuola che esprimeva la sincera volontà di instaurare un rapporto efficace tra scuola e famiglia, si è sostituita, poco alla volta, la ritualità delle riunioni (Consiglio di intersezione, interclasse, classe) e delle assemblee nelle quali il ruolo del genitore è spesso quello di spettatore e non di attore dell’evento. I genitori  sanno bene come sia difficile proporsi in prima persona o stimolare la partecipazione di altri genitori nelle istituzioni scolastiche: demotivazione, stanchezza, senso di inutilità si sono sostituiti all’entusiasmo con cui gli Organi Collegiali vennero accolti come strumento di democrazia e di gestione sociale della scuola.

Nel tempo essi si sono definiti come per lo più organismi senza un ruolo reale, legittimati solo dal formalismo giuridico e privi di effetti concreti.

Tutti sappiamo che la scuola è un’influente istituzione educativa ed occupa un ruolo significativo nella vita dei nostri figli, tant’è che è il punto di riferimento per la loro istruzione. E, se da una parte i genitori sono i principali responsabili dell’educazione dei ragazzi, va ricordato che la scuola compartecipa  in questo ruolo formativo. La società nella quale siamo immersi si rivela essere molto complessa ed ai nostri figli vengono proposti molti modelli educativi ( alcuni positivi altri no), per questo motivo il dar sostegno ad un’ “alleanza educativa” fra genitori e scuola produce una continuità educativa sana, che certamente aiuta i ragazzi a crescere con equilibrio e consapevolezza.

Il primo scopo ed il fine ultimo di quest’alleanza rimane il massimo bene per i nostri figli ed il luogo è proprio qui, dove si sta formando la nuova generazione e la società del futuro. Ma come attuare questo percorso comune con i docenti? Il primo passo è proprio l’accettazione del ruolo che la stessa scuola istituzionale ci ha assegnato. Sono quasi 40 anni che la legge italiana  dà la possibilità di contribuire attivamente alla vita scolastica dei nostri figli: possiamo esprimere la nostra opinione e attuare cambiamenti significativi in qualità di organi collegiali della scuola. E’ importante esserci, partecipare e farlo nel modo corretto, specialmente se ci si propone come rappresentanti dei genitori.

Ecco perché non si può rinunciare a quegli spazi che gli OO.CC. hanno aperto a cominciare dal riconoscere la presenza istituzionalizzata dei genitori nella scuola.  Questi anni di esperienza negli Organi Collegiali e i pericoli dell’autonomia mal intesa (particolarismo e localismo) ci inducono ad affermare che oggi occorre ancora di più nel nostro territorio in particolare un organismo a supporto dell’autonomia per superare l’autorefenzialità della scuola.

Rilanciare, dunque, su basi nuove il ruolo dei genitori, partendo dal territorio, dal comune, dalla provincia, dalla regione. Personalmente penso, ad esempio, che un grande ruolo potrebbe avere un consiglio scolastico comunale composto dai genitori rappresentanti di classe e di scuola, sia pubbliche che private. Questi genitori ,molto rappresentativi, unitamente a rappresentanti dell’economia locale e di varie formazioni culturali tipiche del territorio, potrebbero operare come consulenti per l’assessorato alla pubblica istruzione e anche svolgere attività autonoma diretta su alunni e genitori.

Inoltre, uno spazio genitori comunale servirebbe a rigenerare un comune sentire genitoriale che si è spappolato o addirittura disperso.

Insomma non genitori sindacalisti dei figli, ma genitori “progettuali”.

Loro sono la chiave di tutto. Lo aveva capito 52 anni fa Don Milani che così apre la sua “Lettera ad una professoressa”:”Questo libro non è scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. E’ un invito ad organizzarsi”.

Prof. Guido Leone, già Dirigente tecnico UDR Calabria

 

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