La comunità Baha’i di Reggio Calabria celebra i duecento anni dalla nascita del BAB

Lunedì 18 Novembre alle ore 18 presso lo Spazio Open

Dio ha rivelato il Suo Verbo in ogni periodo della storia tramite un Profeta – Messaggero, per la Fede Bahà’i e per le altre religioni Abramo, Mosè, Budda, Krisha, Zoroastro, Gesù Cristo, Muhammad. Il messaggio è sempre di unità e armonia ed è stato tramandato nei millenni come fosse il contenuto di una rivelazione progressiva di un energia capace di attraversare intatta il tempo. Tutte le vere religioni, quindi, provengono dalla stessa fonte divina, che tutti i profeti di Dio proclamano il verbo di Dio e che la verità religiosa è continua e relativa, non finale e assoluta. La fede Baha’i, nata in Iran nel 1800, pur con una propria identità, non si pone, infatti, come superiore a nessun altra ma rispetta il valore e la sacralità delle altre confessioni. Essa è ispirata alla ricerca indipendente della verità, all’unità del genere umano, di Dio e delle religioni, della famiglia. Questa comunità religiosa esiste anche in Calabria e a Reggio e, invitando la cittadinanza a scoprire e a condividere un messaggio di pace, libertà e armonia, celebra in questi giorni il bicentenario della nascita del Bab (dall’arabo Porta per indicare la sua missione di Porta di Dio), il Profeta precursore di Bahà’u’llàh (Gloria di Dio), Fondatore della Fede Bahà’ì.

Lo Spazio Open (via Filippini 23/25) di Reggio Calabria ospiterà lunedì 18 novembre alle ore 18 questo importante anniversario, sulla scia di altre riunioni celebrative già svoltesi a Cosenza, Paola, Pizzo Calabro, Rende. A Reggio Calabria sarà il professore Francesco Idotta ad introdurre l’incontro, patrocinato dal Consiglio Regionale e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e arricchito dall’accompagnamento musicale del maestro di Chitarra Aurelio Mandica e dalla proiezione di un breve filmato sulla vita del Bab. In chiusura, in segno di festa, la comunità locale offrirà un rinfresco.

“Siyyid ‘Alí-Muhammad, nacque il 20 Ottobre 1819 nella città di Shiraz, in Persia e, per integrità e onestà, all’età di 25 anni assunse il nome di Báb. Il suo messaggio di pace e unità – spiega Saeid Sardarzadeh a Reggio Calabria dal 1980 – si diffuse rapidamente nella Persia del XIX secolo, ispirando migliaia di uomini e donne (i babi’) che per tale motivo furono duramente perseguitati e in migliaia furono addirittura uccisi. Lo stesso Báb fu condannato a morte nel 1850 nella città persiana di Tabriz. In numerose di località nel mondo si stanno tenendo momenti celebrativi come quello reggino al fine di promuovere la conoscenza di questa storia e di diffondere il messaggio di pace, libertà e armonia della fede Baha’i”, conclude Saeid Sardarzadeh.

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