Iran. Cortei per caro benzina, l’attivista: UE fermi repressione

Moghaddam (IHR): Blocco internet tattica per nascondere vittime

(DIRE) Roma, 18 Nov. – “Diverse persone potrebbero essere state uccise durante le proteste degli ultimi giorni in Iran”. La denuncia giunge da Mahmood Amiry Moghaddam, direttore dell’associazione Iran Human Rigts (Ihr). In Iran da venerdi’ scorso sono iniziate forti proteste, dopo la decisione del governo di aumentare il prezzo del carburante del 50%. Stando alla stampa locale, oltre mille persone sono state arrestate in cento diverse localita’ del Paese, mentre nei disordini hanno perso la vita un agente di polizia e un manifestante. Le autorita’ hanno deciso di bloccare internet in varie localita’ nel tentativo di arginare la partecipazione delle persone ai cortei.
Tuttavia, cosi’ come il direttore di Iran Human Rigts avverte, il bilancio delle vittime potrebbe essere piu’ elevato e “il totale blackout di internet potrebbe proprio indicare l’intenzione da parte delle autorita’ di usare ancora piu’ violenza contro i manifestanti” ha proseguito Amiry Moghaddam, che piu’ in generale ha condannato “l’uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti, uccidendone alcuni e arrestandone centinaia”. Quindi Moghaddam ha concluso: “esortiamo la comunita’ internazionale, in particolare l’Unione Europea, a sfruttare tutta la propria influenza per esercitare pressioni sul governo iraniano affinche’ fermi la repressione violenta in atto”.
Il presidente Hassan Rouhani ha reagito all’ondata di proteste dichairando: “Le persone hanno il diritto di protestare, ma questa e’ una cosa diversa dallo scatenare disordini”. Poi ha avvertito: “Non permetteremo che il Paese piombi nell’insicurezza”.
Ufficialmente, il governo ha motivato la decisione di aumentare il costo del carburante – tra i piu’ bassi al mondo – e di imporre un tetto all’acquisto mensile da parte dei propri cittadini per fermare il contrabbando verso i Paesi vicini.
Tuttavia, come ricordano varie testate internazionali, le nuove sanzioni imposte da Washington all’economia iraniana a partire dal 2018 hanno innescato una grave crisi, rendendo l’esportazione del petrolio piu’ difficoltosa e costringendo quindi le autorita’ a razionarlo, aumentando anche i prezzi. Sin da venerdi’, il segretario di Stato Mike Pompeo in una serie di tweet ha condannato la repressione delle proteste e ricordato al popolo iraniano che “gli Stati Uniti sono con voi”.
Una presa di posizione che non e’ piaciuta a Teheran, che ha chiesto a Washington di non interferire nei propri affari interni. (Alf/Dire)

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