Tanzania. Espulse perchè incinte, si diplomano grazie a prof. 72enne

Insegnante in pensione sfida legge che vieta studi a neo-mamme

(DIRE) Roma, 2 Dic. – Erano state espulse da scuola dopo essere rimaste incinta, ma lo scorso fine settimana hanno potuto diplomarsi, e questo grazie a una insegnante in pensione che ha accettato di dar loro lezione. E’ successo in Tanzania, dove la vicenda sta alimentando un dibattito su diritti e pari opportunita’. Nei mesi scorsi infatti il presidente John Magufuli, rispolverando una legge del 2002, ha incoraggiato gli istituti scolastici a espellere le studentesse che fossero rimaste incinte, ritenendo la misura un modo efficace per contrastare le gravidanze precoci. Ma Martina Simon Siara, 72 anni, professoressa in pensione, preoccupata delle conseguenze di questa misura sulla vita di centinaia di ragazze madri, ha deciso di aprire una scuola per loro ad Arusha, nel nord del Paese. In Tanzania infatti non solo la scuola, ma anche le famiglie spesso allontanano le ragazze una volta che restano incinte al di fuori del matrimonio. Nel Faraja Centre le ragazze seguono le lezioni preparatorie all’esame di maturita’, che possono poi svolgere da privatiste. Disponibili inoltre corsi di formazione per consentire alle giovani di trovare un lavoro una volta terminati gli studi. Nel Centro e’ stato allestito anche un asilo dove le mamme lasciano i figli mentre sono impegnate con le lezioni. La Tanzania pero’ non e’ il solo Paese a vietare l’ingresso a scuola alle studentesse incinte. Anche in Sierra Leone le autorita’ nel 2014 hanno emesso una legge di questo tipo. Stando ai dati del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), in questo Paese dell’Africa occidentale presenta un tasso di gravidanze precoci tra i piu’ alti al mondo: il 28 per cento delle ragazze tra i 15 e i 19 anni – quasi una su tre – ha un bambino. Secondo gli attivisti, il fenomeno e’ legato all’epidemia di ebola che quell’anno colpi’ il piccolo Paese dell’Africa occidentale: migliaia le persone che persero la vita, per questo tante minori rimaste orfane sono risultate piu’ vulnerabili ad aggressioni sessuali e a contesti di vita difficili. (Alf/Dire)

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