All’estremità meridionale della nostra penisola, nella terra più povera d’Italia dove i servizi e le infrastrutture sono spesso mediocri e gran parte della popolazione si sente abbandonata dallo Stato, solo pochissimi si accorgono del calvario a cui sono soggetti gli animali randagi sin da quando vengono al mondo. Gran parte della gente li considera elementi fastidiosi da scacciare o di cui abusare a piacimento per diletto ed il randagismo è un inferno quotidiano senza eguali. A Reggio Calabria, in questa città dove la natura e l’uomo hanno costruito e distrutto da sempre senza riuscire ad offuscarne l’antica bellezza, quasi ad ogni angolo di strada, sotto ogni cassonetto, sul sagrato delle chiese e fra le lapidi del cimitero, fra le auto dei parcheggi ed in mezzo ai rovi di terre incolte spuntano le testine curiose ed i corpicini gracili e sofferenti di centinaia di gatti randagi abbandonati a se stessi fra i cumuli di rifiuti che abbondano ovunque. Le istituzioni, alle quali compete la tutela dei randagi e la loro sterilizzazione, sembrano non accorgersi di questa popolazione in miniatura composta da esseri riconosciuti senzienti ormai a livello mondiale. A Reggio non ci sembra di ricordare a memoria d’uomo che sia mai stata avviata una campagna pubblica di sterilizzazione dei randagi, men che meno si cerca di incentivare i cittadini a sterilizzare i propri animali che, anzi, sono spesso lasciati liberi di girare per la città e riprodursi senza controllo o abbandonati crudelmente.
Tempo fa si è occupata di lei anche la rivista National Geographic, dedicandole uno splendido servizio fotografico che la ritrae durante la sua lunghissima giornata interamente dedicata ai gatti. Una decina di anni fa Daniela ha fondato la ONLUS “Il Gattonero-Onlus” a nome della quale accudisce sul territorio comunale ben 18 colonie feline, che in totale raggruppano circa 300 gatti. Daniela ed il marito Eric visitano quotidianamente le colonie sfamando i gatti e lottando contro l’inciviltà di molti cittadini che spesso ne ostacolano l’opera. Ma Daniela non si limita a sfamare i gatti di colonia, se li vede sofferenti cerca di curarli sul posto e nei casi più gravi li cattura e li fa visitare dal proprio veterinario di fiducia, dove vengono curati al meglio possibile e seguiti da Daniela fino a completa guarigione o, in caso di esito infausto delle cure, da lei accompagnati con amore fino a quel passaggio inevitabile che gli animalisti chiamano “Ponte dell’Arcobaleno”.
Il Gattonero-Onlus è alla costante ricerca di famiglie disponibili ad accogliere i propri randagi e per farlo usa ogni mezzo a disposizione, dal passaparola ai social network. Ogni gatto salvato riceve un nome in base alla propria personalità o alle caratteristiche che mostra al momento del recupero, viene fotografato nei suoi progressi man mano che lo si aiuta a superare i problemi che presenta al momento della cattura e la sua storia viene raccontata attraverso album personali, costantemente aggiornati e condivisi su Facebook. Molto scrupolosi sono i controlli pre- e post-affido presso la casa del potenziale adottante; l’associazione richiede infatti che vengano rispettati rigidi criteri di sicurezza per il bene del gatto, che una volta adottato non deve rischiare di tornare sulla strada. Daniela intrattiene ottimi rapporti con le famiglie adottanti, per le quali è sempre disponibile a fornire supporto in caso di necessità.Chi fosse interessato a donare aiuti o volesse rendersi disponibile come volontario può scrivere una mail a ilgattonero.onlus@hotmail.it oppure contattare l’associazione sulla pagina Facebook “IL GATTONERO ONLUS RC”.