Reggio Calabria: Una misura cautelare per estorsione aggravata da metodo mafioso e trasferimento fraudolento di beni

Nella giornata odierna, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, dirette dal Procuratore dott. Giovanni Bombardieri, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad Ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria a carico di C. C. G. cl. 72, per estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e trasferimento fraudolento di beni.

In esecuzione del medesimo provvedimento si è inoltre operato il sequestro preventivo a carico delle seguenti tre imprese individuali, ritenute nella piena disponibilità dell’indagato:

ritenute nella piena disponibilità di C. G. C.:

  1. A. S. D.  M. C., che di fatto svolgeva l’attività di ristorante a Villa San Giovanni, alla frazione Santa Trada;
  2. Impresa individuale “N. di P. O. M.” che gestiva il ristorante-Pizzeria N. sito a Reggio Calabria alla frazione Gallico;
  3. Impresa individuale Z. C. che gestiva attività di impresa edile nel comune di Reggio Calabria, alla frazione Gallico;

L’attività di indagine, coordinata dal Sostituto procuratore distrettuale dott. Stefano Musolino, è scaturita da un approfondimento investigativo sugli interessi economici ed imprenditoriali dell’arrestato, già coinvolto nel procedimento Reghion, (parzialmente confluito in Gotha), in quanto ritenuto uno degli imprenditori gallicesi più strettamente legato a Paolo Romeo Le indagini hanno evidenziato come l’indagato abbia mantenuto di fatto il controllo di attività commerciali già a lui sequestrate nelle pregresse vicende penali, attraverso una coindagata (O.M.P.), dipendente storica e fidata. Tali elementi di fatto inducevano il Nucleo Investigativo dei Carabinieri ad approfondire i reali rapporti tra i due: le indagini hanno permesso di disvelare le profonde ingerenze di C. G. C. nella gestione delle attività commerciali sequestrate, concretizzatesi in una vera e propria gestione occulta e nella commissione di reiterate condotte delittuose, di appropriazione indebita, di forniture e prestazioni mai contabilizzate, estorsioni ai danni dei dipendenti, tutte verificatisi nel periodo di gestione dell’esercizio in argomento da parte dell’amministrazione giudiziaria. In sintesi, è stato accertata l’esautorazione da parte di questa “regia occulta” dell’amministrazione giudiziaria.

Comunicato Stampa – Carabinieri

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