Prescrizione. Gelmini: FI unico argine al populismo giudiziario

(DIRE) Roma, 29 Gen. – “II ministro Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha difficolta’ a guardare i numeri. La sua affermazione secondo la quale ‘in Italia non ci sono innocenti in carcere’ e’ l’applicazione della folle dottrina Davigo, per la quale non ci sono innocenti, ma solo colpevoli che ancora non sono stati scoperti”. Cosi’ Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da “Il Giornale”. “In Italia- aggiunge-, la giustizia funziona al contrario: ogni giorno tre persone finiscono in carcere per errore, lo Stato paga 80mila euro di risarcimenti per ingiusta detenzione e, di contro, in queste ultime due legislature, sono state innalzate le pene e si sono create le condizioni per ricorrere sempre di piu’ alla custodia cautelare in carcere. Bonafede rilancia, inoltre, con un paradosso: per tagliare i tempi del processo, si abolisce la prescrizione dopo il primo grado. Quindi i cittadini pagano con un ‘fine processo mai’ le lentezze della giustizia. Un obbrobrio giuridico che fara’ si’ che davvero non ci siano piu’ innocenti visto che i processi marciranno sulle scrivanie dei giudici. Un populismo giudiziario che non si deve solo ai pentastellati, ma che ha preso anche altre sembianze. Basti pensare, ad esempio, al garantismo di Renzi che, con la riforma della prescrizione della passata legislatura, ha aperto la strada ai 5 Stelle”. “Forza Italia resta quindi – con piu’ determinazione – il partito custode dello stato di diritto. In quest’ottica, ha ingaggiato una lotta senza quartiere – portando la sua battaglia a fianco dell’Unione Camere penali, in mezzo alla gente e nell’aula del Parlamento – per la proposta di legge del collega Costa, lavorando per riportare le cose nel loro alveo costituzionale. Siamo ancora in tempo ad evitare ulteriori scempi, ma se c’e’ qualche garantista fuori dal centrodestra, bisogna che si faccia avanti, perche’ i giochini tattici non si fanno sulla pelle della gente”, conclude. (Vid/ Dire)

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