Imprese. CNA: In Abruzzo più cancellazioni che iscrizioni - Ilmetropolitano.it

Imprese. CNA: In Abruzzo più cancellazioni che iscrizioni

“E’ regione peggiore d’Italia, politica le sostenga o spariranno”

(DIRE) Pescara, 5 Feb. – Con 1.713 iscrizioni e 2.291 cancellazioni l’Abruzzo e’ la regione italiana dove piu’ di ogni altra la nascita delle imprese artigiane e’ di gran lunga inferiore ai decessi. Il destino delle “piccole” e “micro” imprese sembra essere scritto e si traduce in sparizione. E’ l’allarme lanciato dalla Cna Abruzzo che ha presentato i dati emersi da Movimpresi e analizzati da Aldo Ronci per il territorio. Un allarme cui si associa la denuncia nei confronti di una Regione che, da anni, scrive in una nota l’associazione, fa mancare specifiche politiche di sostegno al settore. Lo scarto tra imprese artigiane che nascono e quelle che muoiono si conta i 578 unita’. Una cifra, sostiene Ronci, “che fa dell’Abruzzo un caso nazionale, visto che in valore percentuale le imprese artigiane hanno subito una flessione dell’1,91%, piu’ che tripla rispetto al decremento italiano che e’ stato dello 0,58%. E nonostante il decremento in valore assoluto sia allineato ai quattro anni precedenti, la flessione percentuale (-1,91%) – sottolinea – pone la nostra regione all’ultimo posto della graduatoria nazional”. Dove va peggio? Nel pescarese, sebbene il dato sia in negativo in tutte e quattro le province. A Pescara pero’ il gap tra le imprese nate e quelle cancellate e’ di 169 unita’, a Chieti di 165, a L’Aquila di 130 e a Teramo di 114, con Pescara che con il suo -2,33% si piazza al quartultimo posto nella graduatoria nazionale. Inevitabile che ad essere coinvolti siano tutti i settori. Il dato peggiore riguarda le costruzioni dove a fare da capofila sono L’Aquila e Chieti con una variazione tra aperture e chiusure di 270 unita’. Seguono l’industria manifatturiera (-199), i trasporti (-69=, le riparazioni per auto e prodotti per la casa (-51) e la ristorazione (-18). A tenere, seppur con numeri minimi, sono i servizi per la persona (+34), pulizia e giardinaggio (+22). Un’emergenza ormai palese quella abruzzese, commenta il direttore regionale Graziano Di Costanzo che ricorda come “le associazioni del settore abbiano avviato un proficuo confronto con gli organi istituzionali della Regione, Consiglio e Giunta, per far presente le difficolta’ del comparto, avanzare proposte, trovare soluzioni. Solo attraverso questo confronto – aggiunge – e una comune presa di coscienza delle difficolta’ in cui versa un settore determinante per l’economia abruzzese sara’ possibile invertire questa tendenza negativa”. (Afa/ Dire)

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