Coronavirus. Simit: ha raggiunto apice, ora epidemia in discesa

(DIRE) Roma, 12 feb. – “I dati diffusi ogni giorno dall’European Centre for Disease Prevention and Control ci dimostrano che per il nuovo Coronavirus abbiamo raggiunto un apice nel numero di nuovi casi giornalieri. Questo picco e’ stato raggiunto il 5 febbraio scorso, quando abbiamo avuto 4.000 nuovi casi, mentre nei giorni successivi, e ancora in questo momento, la numerosita’ di nuovi casi sta scendendo. L’ultimo dato che abbiamo a disposizione e’ del 9 febbraio e parla di 2.500 nuovi casi al giorno. E questo e’ un ottimo segnale, perche’ vuol dire che l’epidemia in qualche modo e’ contenuta nel modo corretto e che si sta spengendo”. Cosi’ Massimo Andreoni, direttore scientifico della SIMIT (Societa’ Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), intervistato dall’agenzia Dire sulla situazione attuale del nuovo Coronavirus. “Dire queste cose e’ sempre complicato e pericoloso- ha proseguito Andreoni- ma i numeri, in questo momento, ci dicono questo. Ovviamente bisogna continuare ad adottare tutte le misure che stiamo attuando, ma forse con un po’ di tranquillita’ e ottimismo in piu’ rispetto a quello che abbiamo visto negli ultimi giorni”. L’epidemia del nuovo Coronavirus, che sta preoccupando tutto il mondo e che nasce da un passaggio di specie, in realta’ e’ “sostanzialmente localizzata in Cina- ha proseguito il direttore scientifico della SIMIT- abbiamo circa 43.000 casi di soggetti infettati che sono in Cina, con piu’ di 1000 decessi. Dei 400 casi che sono al di fuori della Cina dobbiamo dire che solo in due casi c’e’ stata una mortalita’, quindi questo e’ un primo elemento che in qualche modo ci fa intendere che il virus abbia una buona capacita’ diffusiva, ma certamente non un’alta letalita’”. Un altro elemento interessante e’ che “dei 41 casi europei sono pochissimi quelli acquisiti localmente, ma per lo piu’ di tratta di casi di importazione. Nuovamente questo sta indicare che la diffusione del nuovo Coronavirus non e’ forse cosi’ grande come la stiamo immaginando”. Al momento l’Organizzazione mondiale della Sanita’ non ha confermato nessun caso di Coronavirus in Africa. Ma cosa accadrebbe se dovessero verificarsi contagi anche in Africa? “L’Africa e’ un grande continente con enormi difficolta’ in termini di difficolta’ pubblica- ha risposto Andreoni alla Dire- quindi certamente l’arrivo del Coronavirus in Africa potrebbe predisporre ad un maggior rischio di diffusione in questo continente. Quindi ovviamente questa e’ una preoccupazione con la quale oggi ci dobbiamo in qualche modo confrontare e alla quale dobbiamo porre grande attenzione. Ma ribadisco: attualmente la circolazione al di fuori della Cina di questo virus e’ molto modesta- ha concluso- cosi’ come la probabilita’ che arrivi nel continente africano”. (Cds/Dire)

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