Coronavirus. L’Italia rischia la “paralisi”. 79 casi al Nord

08.20 – Sono 2461 le vittime provocate dal COVID-19, l’infezione generata dal coronavirus diffusosi dopo l’epidemia nella città di Wuhan, nella regione dell’Hubei in Cina. L’infezione come temeva OMS si è propagata in tutto il monodo diventando una vera e propria pandemia. Le cifre odierne, aggiornate sulla mappa on line fornita dalla Johns Hopkins University (clicca sul link per visualizzarla live) riportano: 78.766 casi confermati di persone contagiate, (79 in Italia). Le persone guarite sono invece 23.133 (2 in Italia).

Italia blindata, forte preoccupazione per l’emergenza nazionale dovuta alla diffusione del coronavirus nel nostro Paese, che dai due casi della coppia di turisti cinesi ricoverati a Roma, oggi riporta invece ben 79 casi di contagio. Una situazione divenuta quindi difficile per le soluzioni messe in atto inizialmente che non si sono rivelate all’altezza. Il contagio è esteso a tutto il Nord Italia, i due  focolai sono in Lombardia (56 contagi) e Veneto (19). In Lombardia è stato localizzato l’eventuale centro della diffusione nel Comune di Codogno, dal quale è stato vietato l’allontanamento e l’ingresso in via precuazionale. Obbligo che è già stato violato da un giovane meridionale che ha voluto rientrare in Campania nonostante il divieto dell’ordinanza. Preoccupazione maggiore c’è invece in Veneto dove non si riesce ad identificare il modo in cui si sia diffuso il coronavirus. Le raccomandazioni degli esperti sono quelle del buon senso. Igiene personale ed evitare il contatto ravvicinato con persone che hanno evidenti segni influenzali (regole che valcono in qualsiasi periodo). Sempre in via precauzionale sospese tutte le manifestazioni sportive nelle due regioni in questione.

Sarebbe bastato da chi amministra un piglio più severo, con controlli più accurati e quarantene per persone in arrivo dalla Cina (non solo cinesi) senza far gridare al razzismo i soliti dementi. Misure applicate da altri stati confinanti con il governo di Pechino. Un esempio il Vietnam che ha subito preso misure drastiche non sottovalutando l’importanza dell’infezione vietando per settimane l’ingresso a chi arrivava dalla Cina, chiudendo le scuole e circoscrivendo, con misure militari, l’inizio di un piccolo focolaio nel Nord del Paese. Soluzioni valide che hanno fermato i contagi a 16 (dei quali 4 già guariti) e che faranno sì che verrà corso il Gran Premio di F1 ad Hanoi i primi di Aprile. L’Italia ad oggi è maglia nera in Europa e nel bacino del Mediterraneo in quanto a soggetti contagiati da coronavirus.

Nel ricordare che il COVID-19 per l’80% dei casi si manifesta in misura lieve sui soggetti che lo contraggono e per la restante percentuale invece provoca complicanze sino ad un soglia un po’ minore del 2% che purtroppo muore è missione dell’OMS e di tutti gli stati evitarne la diffusione per eviatare proprio che siano le categorie di pazienti più deboli a farne le spese.  Esiste poi la forte preoccupazione della diffusione di questa nuova infezione in zone poco sviluppate dell’Africa dove sicuramente mieterebbe vittime con cifre a sei zeri.

 

Fabrizio Pace

 

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