Reggio Calabria, trovati 8 trasportini con gatti morti chiusi dentro

Gentile direttore,

devo tristemente segnalarLe un caso davvero raccapricciante di barbara crudeltà su animali innocenti che nelle ultime quarantott’ore ha colpito profondamente il mondo animalista reggino. Noi del Gattonero Onlus siamo stati informati da colleghi volontari del ritrovamento fra sabato e domenica scorsa, in vari punti della città, di circa otto trasportini accuratamente sigillati ed apparentemente abbandonati. La prima segnalazione è giunta ad Amelia Aguglia, una volontaria che si prende cura di una colonia nei pressi del piazzale antistante l’uscita degli Ospedali Riuniti. Recatasi sul posto insieme a Debora Romeo, un’altra volontaria, ha notato poco lontano dalla sua colonia felina un trasportino completamente sigillato con nastro adesivo da imballaggio applicato con cura in modo da coprire ogni apertura e tutte le griglie di aerazione, con la probabile intenzione di non lasciar fuoriuscire odori sgradevoli o fluidi dal piccolo corpo in avanzato stato di decomposizione al suo interno. Nel frattempo, da altre zone della città giungevano notizie di altri ritrovamenti di trasportini ugualmente sigillati ed in qualche caso inseriti all’interno di sacchi di plastica trasparenti. Nel dubbio che il trasportino potesse contenere un animale bisognoso di aiuto immediato, Amelia ha contattato un altro volontario, Francesco Putortì ed insieme, prima di manipolare il trasportino, hanno provato a contattare le forze dell’ordine ma data la giornata festiva non sono riusciti a ricevere assistenza poichè le pattuglie di P.S. erano impegnate per la partita della Reggina, i Carabinieri non erano in servizio al momento, i Vigili Urbani erano impegnati altrove ed il veterinario di turno ASP risultava irreperibile. Di fronte a questo quadro desolante ai volontari, preoccupati che all’interno ci fosse un animale in pericolo, non è rimasto altro che cercare di aprire il trasportino con la massima cautela. Purtroppo, come già lasciava presagire la leggerezza del trasportino, all’interno erano rimaste soltanto le ossa di uno sfortunato animale, dalla forma del teschio presumibilmente un gatto. A questo punto, dopo aver proceduto ad una accurata documentazione fotografica, i volontari si sono recati nelle altre vie dove era stato segnalato un trasportino abbandonato. Il secondo macabro ritrovamento è avvenuto in via Villini Svizzeri. Si trattava di un trasportino blu e bianco che è stato trovato aperto ed all’interno conteneva il cadavere di un gatto rossiccio. Il terzo trasportino, ugualmente sigillato con le medesime modalità del primo, è stato rinvenuto in via Friuli. All’interno i volontari hanno trovato delle traversine igieniche sulle quali era adagiato il cadavere mummificato di un altro gatto. Successivamente veniva individuato un altro trasportino sigillato in via Udine, in vicinanza della chiesa di San Paolo. All’interno un altro cadavere di gatto mummificato. La tappa successiva del macabro percorso ha portato i nostri colleghi volontari, sempre più angosciati, in via Reggio Campi, zona Tre Fontane, dove il solito modello di trasportino sigillato con metri e metri di nastro da imballaggio conteneva un altro cadavere mummificato, questa volta adagiato su una copertina. Le segnalazioni hanno poi condotto i volontari presso il ponte della Libertà, dove venivano segnalati due trasportini sigillati allo stesso modo. Aprendone uno i volontari hanno trovato all’interno un cadavere di gatto in una posizione contorta che lasciava poco spazio all’immaginazione, lasciando purtroppo presumere che la morte fosse arrivata in seguito ad atroci sofferenze. Accanto al cadavere era presente una ciotola bianca, una peculiarità che lascia ipotizzare che il gatto possa essere stato sigillato ancora vivo dentro il trasportino, con del cibo nella ciotola. Per l’apertura del secondo trasportino i volontari hanno poi avuto il supporto dei Carabinieri, che una volta ricevuta regolare denuncia di questi ritrovamenti si sono recati sul ponte della Libertà insieme ai volontari ed agli operatori dell’istituto Zooprofilattico, i quali hanno provveduto ad aprire il secondo trasportino rinvenendo altri resti animali. Tutti i trasportini recuperati erano accuratamente sigillati con il nastro adesivo, applicato con precisione maniacale in modo da coprire anche la minima fessura. In alcuni casi, sotto i corpicini dei gatti invece delle traversine o copertine sono stati rinvenuti fogli di carta idrorepellente che sembrerebbe quella paraffinata che si usa per avvolgere il pesce. Supponiamo che l’intento sia stato quello di evitare la fuoriuscita di fluidi dal trasportino. In tutti i trasportini il nastro adesivo risultava perfettamente integro in ogni punto, e ciò lascia supporre, e sperare, aggiungiamo noi col cuore spezzato, che i gatti fossero già morti quando sono stati chiusi nei trasportini, altrimenti un gatto disperato, cercando di uscire, ammesso che avesse la forza di farlo, avrebbe inevitabilmente lasciato qualche segno con gli artigli e con i denti. Nella giornata di lunedì il gruppo di volontari che ha proceduto al triste recupero, nella persona di Amelia Aguglia, Francesco Putortì, Rita e Katia Alparone, Rossella Esposito, hanno presentato regolare denuncia presso il corpo dei Carabinieri Forestali a nome di ENPA nazionale grazie alla volontaria Caterina Spanò che si è subito attivata presso la presidente Carla Rocchi.

In attesa dell’esito delle analisi condotte dall’ASP presso l’Istituto Zooprofilattico nella giornata di oggi, martedì 25 febbraio, i volontari stanno cercando di capire come risalire allo sciagurato autore di questo gesto e se sia possibile acquisire qualche utile informazione mediate i filmati delle telecamere di sorveglianza poste in prossimità dei luoghi di rinvenimento. Si cerca di capire chi potesse avere disponibilità di tanti trasportini e non avesse interesse a conservarli. Tutti noi che abbiamo dei gatti sappiamo quanto sia importante avere sempre in casa uno o più trasportini in caso di visite veterinarie o altri spostamenti, ed anche se quelli rinvenuti sembrano piuttosto vecchiotti nessun “gattaro” si disfa volentieri di un trasportino funzionale ed in buono stato. Sembrerebbe quasi che per chi ha distribuito in giro questi macabri “sarcofagi” fosse importante dare una sorta di sepoltura a quei poveri esserini che non hanno certamente incontrato una bella morte. Inoltre, la cura con cui sono stati sistemati i corpicini dentro i trasportini, quasi a volerli adagiare su una sorta di giaciglio ricavato alla meglio con copertine o carta alimentare, lascerebbe pensare al gesto forse pietoso di una donna.

Prima di concludere segnalo un altro aspetto davvero sconsolante, che rende ancor più penosa questa cronaca e purtroppo non sorprende noi volontari animalisti costretti ad operare in una città in cui il senso civico latita ormai da anni, tanto quanto la mancanza di empatia per i randagi. Confrontando le segnalazioni si è scoperto che i trasportini giacevano abbandonati nei vari punti da almeno una decina di giorni ma nessun cittadino li aveva notati o si era dato la pena di segnalare questa stranezza alle forze dell’ordine o ai servizi di raccolta dei rifiuti. Probabilmente tutti hanno pensato che facessero parte dei rifiuti in attesa di smaltimento. Gentile direttore, non sorprenderà Lei e non sorprende noi, non sorprende più nessuno a Reggio Calabria il fatto di essere perennemente circondati da cumuli di spazzatura di ogni genere, che si tratti di sacchetti di rifiuti in putrefazione da giorni o di altri generi più ingombranti esposti alla vista di tutti, dai materassi ai mobili, dagli elettrodomestici agli scarti di cibo, tutto quello di cui ci si vuole disfare a Reggio giace abbandonato nei vari punti della città che i reggini hanno ormai adottato come mini-discariche, in attesa della sospirata rimozione. Ed anche i poveri randagi in questa città senz’anima e senza coscienza sono considerati alla stregua di spazzatura fastidiosa ma quasi invisibile. Per loro non c’è la minima cura da parte di nessuno che non siano quei pochi eroici volontari che se ne occupano operando su un territorio perennemente ostile. I volontari che seguono le colonie feline o si occupano dei tanti cani randagi vengono considerati alla stregua di delinquenti pericolosi, sono additati con fastidio da molti cittadini, perseguitati costantemente, aggrediti verbalmente e fisicamente, nelle colonie regolarmente registrate viene sparso veleno nel cibo, nelle ciotole, calce viva per bruciare le zampette dei gatti, trappole letali di ogni genere, si rovesciano le ciotole di cibo ed acqua, si distruggono le piccole postazioni a protezione del cibo,  i gatti vengono fatti oggetto di tiro a segno e spesso quando li recuperiamo presentano pallini di piombo conficcati in varie parti del corpo. Ma non dobbiamo meravigliarci se buona parte della popolazione segue questo approccio poichè l’esempio peggiore lo dà l’amministrazione comunale, che tanto quanto le precedenti non ha mai mostrato il minimo interesse alla tutela dei randagi presenti sul territorio, nonostante il Comune ne sia responsabile per legge. No caro direttore, il Comune di Reggio Calabria che parla tanto di ambiente non sa nemmeno cosa siano i randagi, non li vede e se li vede gira la testa dall’altra parte, e i cittadini si adeguano. Grazie per l’attenzione. Stefania Zoccali, volontaria per Il Gattonero-Onlus.

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