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Carmignano (Po). Rapina a mano armata 46enne in arresto

Comando Provinciale di Prato – Carmignano (Po), 03/03/2020 16:59
I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Carmignano, insieme ad una pattuglia della Sezione Radiomobile, hanno eseguito ieri l’arresto di un 46enne, raggiunto da un ordine di carcerazione per espiazione pena emesso dal Tribunale Ordinario di Prato; pena confermata fino al terzo grado di giudizio e che dovrà scontare in carcere per  10 anni e 8 mesi. Si tratta dell’autore di più eventi delittuosi che avevano creato un forte allarme in Provincia nei primi mesi del 2017 proprio per la spregiudicatezza esibita in atto della loro commissione. A determinare l’entità della pena è stato -infatti- il cumulo di una serie di reati attribuitigli grazie alle attività investigative condotte dai militari della Stazione  che nel corso di diversi mesi di indagini sono riusciti a ricostruirne le dinamiche ed accertarne le responsabilità in capo all’albanese.   L’uomo nel gennaio del 2017 si era infatti reso responsabile di una rapina a mano armata ai danni della Farmacia di San Giorgio a Colonica, fuggendo poi a bordo di un furgone con l’aiuto di un complice. Il fucile usato nella circostanza era stato precedentemente rubato in un’abitazione di Prato e poi alterato segandone le canne per renderne più agevole il porto occulto. Il Febbraio successivo si rendeva responsabile del danneggiamento di una vettura parcheggiata in via Vergheretana di Carmignano, episodio gravissimo in quanto l’auto veniva colpita proprio da una fucilata esplosa a breve distanza. A tali fatti, venuti alla luce grazie alle indagini dei Carabinieri, si è poi aggiunta una denuncia per maltrattamenti in famiglia che gli stessi uomini della Stazione di Carmignano hanno depositato in Procura a seguito di un loro intervento del  marzo successivo  presso il domicilio in cui il predetto convive con la compagna e due figli.  In quel caso l’uomo si era reso responsabile di gravi percosse nei confronti della donna trovata dai militari sanguinante e con ferite al volto.  Indicativo che in quell’episodio  a richiamare i Carabinieri non fosse stata la vittima, che mai sporse denuncia, bensì alcuni vicini allarmati dalle urla della donna.  Oltre alla pena detentiva, iniziata a scontare da ieri al carcere della Dogaia, l’uomo è stato condannato anche alla multa di 9.000 euro.

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