Come mai io non canto dal balcone!

Giù la maschera metaforicamente parlando

di  Peppe Giannetto – Siamo la nazione che in questo momento conta più morti al mondo dopo la Cina e prima della Corea, gli ospedali sono al collasso: sarà legittimo fare polemica? Sarà legittimo avere dei dubbi e porci dei quesiti?”. Non accetto questo buonismo che si va diffondendo. Come si fa a subire tale realtà, si dà grande spazio mediatico ai vari gridi, agli schiamazzi, ai canti, ai balli dai balconi con tanto di drappi arcobaleno con la scritta “#andràtuttobene”. Siamo seri e andiamolo a dirlo ai parenti dei morti, quelli che non possono avergli dato nemmeno  l’ultimo saluto, che andrà tutto bene. Sembra che in Italia non sappiamo che produrre solo tormentoni di  hastag: “#abbracciamo il cinese”, “#restiamouniti”, “#Milanononsiferma”, poi “#iorestoacasa”, ora l’ultimo,“#andràtuttobene”. “E’ una follia fare polemica in questo momento” lo stanno ribadendo in tutte le salse coloro che stanno al Governo, e lo ripetono pure i vari tg con grande enfasi. Non chiamatemi incosciente, perché ardisco a scrivere tali cose. Sono stati commessi sbagli determinanti e inemendabili, nei primi giorni dell’epidemia. Oggi hanno sprangato le frontiere (forse), ma bisognava farlo antecedentemente. C’è un proverbio siciliano che dice: A Sant’Aita prima s’a’rrubbanu e ‘ppoi ci ficiru i potti ri ferru. “prima hanno rubato a Sant’Agata e poi hanno messo i cancelli”. Quanto tempo è stato perso nei vari annunci di ottimismo in televisione o nei vari media,  adesso ci accorgiamo che la  la situazione è precipitata e ora nei nosocomi si arriva quasi ad attuare una malvagia e dura selezione fra chi ha diritto alla ventilazione e chi no, per motivi di età o di condizioni cliniche.  Una scelta sicuramente non voluta dal terribile Dott. Mengele, ma più solamente dalla mancanza delle strumentazioni medicali della sanità distrutta dai tagli di spesa comandati da questa Europa di cui il presente governo è figlio legittimo. Poi è arrivata la bozza del DPCM che anticipava la chiusura dei confini della Lombardia, causando la migrazione di massa, un moderno 8 settembre, dal nord al sud i cui effetti sul piano epidemiologico sono ancora tutti da scoprire. Infine finalmente l’ultimo più duro e rigido decreto (quello oggi operante) che però mantiene non indifferenti zone d’ombra. Nondimeno anche che in questo greve e triste momento non dobbiamo dimenticare che abbiamo dei dilettanti, degli improvvisatori: un governo del tutto slegato dalla realtà italiana e questo “scollegamento” si è mostrato in modo drammatico nello scontro di queste ore con pressoché tutte le regioni   che stanno affrontando l’emergenza. Un governo scollegato perché è stato messo insieme tra nemici che aspiravano solo a scansare le elezioni e mantenere le poltrone. Un governo di minoranza che non rappresenta sicuramente il Paese.

 

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